Per noi automatizzare la gestione dei sistemi informatici attraverso un RMM (Remote Monitoring and Management) non significa solo essere a conoscenza del superamento di carico del processore o avere due procedure da lanciare a mano per controllare se la configurazione del firewall è in ordine.
Per noi usare un RMM significa disporre di uno strumento che attraverso il suo motore di base ci permette di creare procedure in grado di intervenire su qualsiasi elemento del sistema operativo, con lo scopo di poter gestire la quasi totalità delle operazioni senza disturbare gli utenti e dover passare le giornate in movimento da un cliente ad un altro.
La valutazione di un RMM deve pertanto avere alcuni fattori di base fondamentali:
Possibilità di scrivere procedure nei linguaggi di scripting più comuni;
Possibilità di usare il motore dei monitor per eseguire in modo ciclico delle procedure specifiche;
Possibilità di reperire informazioni interrogando le giuste aree di computer/server;
Disporre di una dashboard personalizzare che fornisca una vista d’insieme dello stato generale dei sistemi gestiti.
Ci sono altri elementi importanti, ma la presenza di questi quattro rende possibile eseguire qualsiasi operazione, anche le più impensabili.
Il monitor non monitor
Il monitor è per definizione un’apparecchiatura elettronica di controllo che consente di seguire visivamente su uno schermo l’andamento di un fenomeno, nel caso di un RMM o di uno schedulatore, è uno strumento che si appoggia ad un motore che lo esegue in modo ciclico con intervalli più… Continua a leggere→