PowershellInPillole
Scrivere e ottimizzare gli script di Powershell

Programmare con stile
Il tempo impiegato per svolgere un’attività è un fattore fondamentale, è sempre opportuno trovare una via che permetta di risparmiarlo, in un’escursione si cerca sempre di seguire l’itinerario che permette di raggiungere le tappe previste con il percorso più diretto e nel minor tempo.
Quando si programma si tende a scrivere il codice nel modo in cui passa per la mente, inserendo più volte le medesime sequenze di codice o eseguendo dopo quello che sarebbe meglio eseguire prima.
Il risultato finale è un codice che richiede microsecondi in più di processazione, che sommati ai microsecondi di altre procedure, fanno perdere del tempo processore e della memoria impiegata per il caricamento e l’esecuzione dello script.
In presenza di un RMM lo script realizzato deve essere, con ottimizzazioni diverse, trasferito al computer che lo deve eseguire, un’azione che richiede a sua volta dei secondi di sincronizzazione che potrebbero essere sfruttati per altre operazioni.
Da diversi anni realizziamo procedure in Powershell per svolgere diverse tipologie di operazioni ed in questi anni abbiamo sempre più cercato di realizzare del codice pulito e comprensibile.
In questo articolo scriveremo di come abbiamo impostato la realizzazione dei nostri script per ottenere il meglio da loro e dai dispositivi su cui vengono eseguiti.
Tabella dei Contenuti
La comprensione del codice
Sarebbe un falso dire che iniziamo a scrivere lo script seguendo dei rigidi formalismi, anche noi iniziamo a scrivere inserendo i cmdlet un po’ a caso, per iniziare a valutare… Continua a leggere→
Un solo script Powershell per più RMM

Quale RMM?
Appurato che gli RMM di Datto e Atera si differenziano nell’esecuzione di script Powershell solo per quanto concerne la sintassi di utilizzo dei parametri, è abbastanza evidente che se più RMM hanno la medesima differenza, esiste la possibilità di istruire lo script per utilizzare la sintassi legata al RMM, questa opportunità permetterebbe di utilizzare un unico script per molteplici piattaforme RMM.
Un altro elemento che sicuramente si differenzia tra diversi RMM è il come gli script rendono disponibili le informazioni richieste o per innescare degli allarmi o degli eventi. Anche in questo caso, possiamo ipotizzare delle differenze di sintassi da gestire.
Gli elementi chiave sono due:
- determinare la sintassi di acquisizione dei parametri dei componenti;
- determinare come identificare l’RMM utilizzato.
Isolate le informazioni chiave non resta che procedere con la creazione dell’elemento di codice necessario, che potrebbe evolvere in una classe da installare nel Powershell dei computer gestiti, così da poter essere utilizzata come un comune cmdlet.
La via rapida adottata è quella di determinare quale servizio RMM è installato (Get-Service) e gestire la struttura dei parametri di conseguenza.
if ((Get-Service -name "AteraAgent" -ErrorAction:SilentlyContinue)) {
$NomeVariabile = "{[NomeVariabile]}"
}
elseif ((Get-Service -name "Datto RMM" -ErrorAction:SilentlyContinue)) {
$NomeVariabile = $ENV:NomeVariabile
}
L’informazione relativa al RMM installato sui dispositivi può essere salvata in una variabile, così da poterla sfruttare molteplici volte all’interno dello script, la via più efficiente è l’utilizzo dell’istruzione switch, dove la variabile $RMM contiene la label assegnata al RMM individuato.
$RMM… Continua a leggere→ L’uso delle variabili negli script Powershell in Datto RMM e Atera RMM

Usare i parametri in uno script RMM.
La maggiore difficoltà iniziando a scrivere script da utilizzare all’interno degli RMM è il come fornire dei parametri ai componenti che si vanno ad eseguire.
La metodologia è semplice, un po’ meno semplice è scoprire nella documentazione come rendere il parametro un valore utilizzabile.
Il poter fornire dei parametri ad uno script è un passaggio fondamentale per creare delle procedure utilizzabili nel modo più generalizzato possibile.
Ad esempio, senza parametri, per agire su un servizio del sistema operativo sarebbe necessario uno script distino per ogni azione e per ogni servizio:
Di base quattro componenti moltiplicati per ogni servizio su cui si intende operare.
L’uso di parametri rende possibile fornire in input il nome del servizio e l’azione che si intende eseguire, gestendo poi queste informazioni all’interno della procedura, il vantaggio finale è quello di avere un componente RMM unico per agire su qualsiasi servizio con qualsiasi azione possibile.
I parametri di Datto RMM
In Datto RMM l’inserimento e la definizione del parametro è eseguita all’interno del editor di creazione del componente.
I parametri compilati sono trascritti nelle variabili di ambiente della specifica sessione di lavoro; pertanto, per la loro lettura e il loro impiego è sufficiente utilizzare la seguente sintassi:
$ENV:NomeVariabile
Può essere comodo e consigliato copiare questa variabile in una variabile locale:
$NomeVariabile = $ENV:NomeVariabile
I parametri di Atera RMM
In Atera RMM i parametri del componente sono inseriti scrivendo il nome della… Continua a leggere→
Concatenare gli output dei cmdlet di Powershell

Accorpare gli output di Powershell per simulare ipconfig.
Utilizzando Powershell ci si rende spesso conto che per avere informazioni specifiche su un elemento del sistema è necessario ricorrere all’esecuzione di più cmdlet di tipo get, per poi leggere i risultati delle ricerche e metterli insieme per ricavare le informazioni necessarie.
La quasi totalità degli output è costituita da matrici associative (o hash table), ovvero delle strutture di dati, che possono essere accorpate e manipolate creando un oggetto con lo strumento PSCustomObject. Con questa scorciatoia è possibile creare un contenitore (matrice) con la struttura e le intestazioni di colonna desiderate, a cui assegnare i contenuti ottenuti dai cmdlet di interrogazione. L’utilizzo di matrici associative permette inoltre un rapido accesso ai contenuti.
L’utilizzo di PSCustomObject è possibile a partire da Powershell 3.0, si ricorda che per ragioni di sicurezza è opportuno avere installata l’ultima versione dell’applicazione Powershell.
Per fornire un’idea del come utilizzare gli output dei cmdlet e aggregarli in un nuovo oggetto partiamo da un esempio abbastanza articolato, che si pone come scopo quello di ottenere un output con contenuti simili a quelli del comando ipconfig /all, che nel caso di Powershell richiede più di cinque cmdlet.
Quando descritto è puramente didattico, anche se porta ad un risultato effettivo, lo scopo reale è quello di dare un’idea generale di come le matrici possano essere sfruttate per ottenere degli output di facile interpretazione dalla fusione di più output.