Un RMM deve lavorare per noi e non farci correre di più

Automatizzare la gestione dei sistemi informatici per lavorare meglio.
La gestione di un sistema informativo aziendale è in grande misura costituita dall’esecuzione di operazioni ripetute allo sfinimento su ogni singolo computer presente nella rete, operazioni svolte per l’installazione dei software di base utilizzati o per l’applicazione di specifiche configurazioni su tutti i computer o su computer specifici, e quindi non uguali tra loro.
L’esecuzione ripetuta, anche a distanza di tempo, di comandi sempre uguali, porta ad un calo di attenzione nelle azioni svolte, le operazioni eseguite diventano sempre più automatizzate dal sistema nervoso centrale e il cervello è impegnato a pensare ad altre cose, questo calo avviene in modo inconsapevole e pertanto rappresenta un grande rischio.
Questa perdita di attenzione si trasforma sempre di più in un rischio di errori, causati per una spunta saltata o perché la configurazione da applicare è cambiata con l’aggiornamento del programma da installare.
La domanda che talvolta mi pongo, vedendo quando mi circonda, è perché perdere tempo per eseguire delle routine che potrebbero essere svolte da un robot (che rispetti le tre leggi della robotica).
L’uso del RMM è spesso trascurato
Nel mondo degli MSP (Managed Service Provider) hanno da anni fatto la loro comparsa gli RMM (Remote Monitoring and Management), delle piattaforme software nate per controllare in tempo reale i dispositivi e per compiere delle azioni su di essi in modo automatico o semi-automatico.
Spesso questi potenti strumenti sono impiegati per svolgere un numero limitato di operazioni, che si avvicina al 20% delle attività di gestione dei dispositivi sotto contratto di manutenzione, il restante 80% è sempre nelle mani del tecnico che si sposta tra buche e nebbie. L’uso limitato è talvolta esclusivamente quello di software di accesso remoto.
L’obiettivo nell’impiego di un sistema di automazione dovrebbe portare ad almeno al 90% delle operazioni svolte in modo centralizzato, su dispositivi multipli in contemporanea, attraverso queste piattaforme.
Meno lavoro per i tecnici … ma anche no
La valutazione immediata nell’uso di soluzioni di automazione e che causino una perdita di lavoro per i tecnici, nella realtà non è così.
La piattaforma di automazione non è in grado di auto-configurarsi, ogni nuova anomalia richiede un’analisi ed una soluzione, che solo successivamente può diventare un processo automatico per tutti i sistemi gestiti, diventando un’azione preventiva anche su sistemi non ancora colpiti dal malfunzionamento.
Questa azione di analisi deve essere svolta dal personale tecnico, che trovata la soluzione deve trasformarla in una procedura Powershell, Batch, Python o altro.
La sfida principale non è più il risolvere l’anomalia, ma l’anticiparla in modo che la produttività non ne sia compromessa.
Il tempo è sempre limitato e prima o poi finisce
La mia attività principale è diventata quella di trasformare in procedure ogni operazione che deve essere svolta in modo ripetitivo, anche solo due volte all’anno.
L’arrivare ad una procedura affidabile richiede uno studio, una scrittura ed un collaudo, ma con il passare del tempo diventa sempre più semplice trovare la strada per ottenere l’obiettivo, avendo così in campo degli automatismi di controllo in grado di agire prontamente e fornire la segnalazione dell’evento corretto. L’uso continuativo dei linguaggi rende possibile arrivare alla creazione di soluzioni per ottimizzare anche la creazione delle procedure, come il trasformare degli elementi del codice, usati con regolarità, in moduli preinstallati sui computer e server gestiti, con il vantaggio di disporre di comandi scorciatoia anche in locale.
Il tempo investito in queste ricerche può sembrare un costo in perdita, ma in realtà si trasforma in un guadagno nel corso del tempo.
Una delle principali dimenticanze, con l’evoluzione del mondo IT, è che almeno l’80% delle configurazioni di un sistema Microsoft Windows sono gestite nei registri di sistema e sono invariate dalla notte dei tempi, scoperto come funziona un pannello di configurazione e dove salva le informazioni, tutto diventa possibile.
Diventa anche possibile accogliere le necessità di altri gestori di sistemi IT e fornire loro delle procedure per automatizzare i loro processi, un’operazione che svolgo frequentemente, basta cercarmi e chiedere.
Ho passato il primo ventennio della mia vita informatica lavorando circa 18 ore al giorno e ad un certo punto mi sono trovato a riflettere.
Quando arriverò, sempre che succeda, ad ottant’anni su una sedia a rotelle e racconterò ai giovani di aver passato cinquant’anni inseguendo server e computer, sicuramente riceverò una risposta, che nel migliore dei casi sarà: “bravo scemo”.
Convertendo il lavoro in procedure ora ho spazio per seguire anche i miei hobby: lavorando con i cani; facendo fotografie; costruendo mega camion della Lego; etc.
Rifletti anche tu e pensa a cosa vorrai sentirti rispondere quando sarai più avanti negli anni, se vuoi sono qui per aiutarti ad avere più tempo per te stesso e per ciò a cui tieni.
Per maggiori informazioni sull’uso e la realizzazione degli script di automazione leggi questo articolo e contattaci senza impegno.
I componenti distribuiti sono forniti senza alcuna garanzia. Non vi sono garanzie che il software soddisfi le vostre esigenze o sia esente da errori. In nessun caso gli sviluppatori saranno responsabili per eventuali danni.
I componenti proposti sono stati collaudati nel modo più esaustivo possibile e sono utilizzati in modo regolare in ambienti di produzione, durante il loro utilizzo non si sono verificate anomalie di funzionamento.
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