Formazione e Tecnologia
Alcune miscele possono avere effetti secondari

Alcune miscele possono avere effetti secondari

Ho iniziato ad esplorare alcuni prodotti che tipicamente somministriamo ai nostri cani, anche dietro suggerimento del medico veterinario.

Lo scopo di questa mia analisi è quella di valutare le composizioni e gli effetti a lungo termine che potrebbero avere alcune sostanze presenti, anche in dosaggi blandi e che magari costituiscono il principio attivo del prodotto.

Il fatto che taluni prodotti siano consigliati dal medico veterinario non è indice di negligenza, come accade per tutti anche questa categoria deve ricavare le informazioni attraverso gli strumenti disponibili, e per alcuni prodotti gli unici strumenti sono i distributori, quindi abbondantemente di parte, inoltre la semplice lista di ingredienti non costituisce talvolta un elemento sufficiente.

Un insieme di ingredienti potrebbe essere perfettamente salutare se viene valutato singolarmente ogni componente, tuttavia non siamo nella condizione di sapere come questi componenti siano aggregati tra loro e a quale elemento derivato possano dare luogo, anche durante il processo digestivo, quello che possiamo ipotizzare è che dallo studio in fase di ricerca tutta la catena di trasformazione sia salutare.

Per fare una valutazione non resta che seguire due cammini, uno è quello delle ricerche (multi lingua) su internet e l’altra è quella di aprire i libri di chimica.

I libri di chimica danno indicazioni molto precise e indiscutibili, costituiscono i mattoni fondamentali e non possono essere distorti.

La ricerca attraverso Internet mi ha portato a leggere molti articoli che mettono in evidenza la pericolosità di alcuni ingredienti, anche in tempi recenti, ma a me non basta e quindi cerco di scavare per arrivare alle fonti primarie delle ricerche.

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Per specifici prodotti ho trovato gli effetti di rischio dei suoi ingredienti, ma parallelamente ho scoperto che quegli ingredienti non fanno da tempo più parte del prodotto accusato, tuttavia si fa ancora riferimento a ricerche del 2015, che hanno spinto il produttore a correre ai ripari, di fatto riducendo anche l’efficacia del prodotto, vista la rimozione del principale principio attivo.

Questa situazione l’ho verificata anche per altri prodotti di uso cinofilo, una situazione che nasce da una deformazione di molti blog e portali, quella di scrivere e pubblicare articoli senza indicare la data di pubblicazione, il motivo è semplice, un articolo pubblicato nel 2000, se con la data presente, perde di rilevanza con il passare del tempo, se la data non è indicata sarà sempre sulla cresta dell’onda.

È mia abitudine indicare sempre la data di pubblicazione, proprio per evitare che una situazione che era rilevante diversi anni prima, ed è stata superata, possa tornare ad essere rilevante senza alcuna ragione e diventi un riferimento errato per una nuova valutazione. L’indicare la data rende anche possibile una simpatica situazione, ovvero che chi legge un articolo ti contatti per sapere se quanto hai scritto cinque anni fa è ancora vero e se ci sono stati approfondimenti

A causa di questa confusione ogni attività di ricerca diventa complessa, pertanto in attesa di scoprire da fonti accreditate il rischio di tossicità di alcuni prodotti, non mi resta che scegliere di non usarli o ridurne l’impiego, continuando con un cammino verso prodotti naturali.

 

Buona vita!

 

 

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Il misticismo della Tuscia e le curatrici

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