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Noi siamo puliti così

Noi siamo puliti così

La temperatura continua a salire e vediamo i cani boccheggiare avvolti nella loro pelliccia, una delle tipiche frasi usuali che mi viene rivolta, sotto il sole, con le maniche lunghe è “ti verrà la scarlattina”. In questo articolo non mi interessa valutare la veridicità di questo modo di dire, che si affianca ad alcune domande ricorrenti legate al gioco in prato del cane, ovvero:

  • Come fai a mantenere il pelo del tuo cane così lucido?
  • Quando torni a casa come lo pulisci?
  • Ogni quanto lo porti a lavare?

Ho i cani con il pelo pulito e sano, ma non faccio miracoli, hanno un’alimentazione completa, li spazzolo e inumidisco pelo e pelle, li lavo una volta all’anno.

In realtà conosciamo poco della pelle e del relativo pelo dei nostri amici cani, siamo portati a fare un raffronto con le abitudini umane, dove fare tante docce al giorno è positivo ed ancora meglio se con prodotti detergente schiumosi e dai profumi esotici.

In realtà il cane non ha la necessità di profumare, una situazione che gli conferisce un’impronte olfattiva specifica nei confronti dei propri consimili e non necessariamente positiva, umanizzando il pensiero dei consimili potremmo leggere un “Senti, arriva quello che puzza”, non dimentichiamo che per il cane è spesso vero il principio del se puzza è buono, quindi se profuma può non essere apprezzato.

A cosa serve la pelle

La pelle può essere considerata come un involucro impermeabile che divide l’organismo interno dall’ambiente esterno, la sua struttura è ricca di cheratina, una proteina ricca di zolfo con una struttura stabile e rigida, costituisce i peli e le unghie, oltre ovviamente dello strato corneo dell’epidermide.

Le funzioni della pelle sono multiple e non ci soffermiamo molto a pensarci, anche quanto maltrattiamo la nostra, che non è come quella del cane, ma è comunque fondamentale.

Ha una funzione di protezione impendendo la dispersione degli elementi necessari all’organismo, come acqua, ioni, macromolecole ed impedisce inoltre la penetrazione di elementi esterni, come acqua, microrganismi, corpi estranei. Protegge dai raggi infrarossi, grazie agli strati superficiali, e dagli ultravioletti, grazie ai peli e alla melanina. Per finire con la sua elasticità è anche una difesa meccanica dagli gli urti, il suo spessore varia tra 0,4 e 2 mm.

È uno strumento di interscambio particolare, le sue ghiandole producono sebo e sudore, anche se le ghiandole eccrine della sudorazione si trovano solo nel tartufo e nei cuscinetti plantari, mantenendoli morbidi ed elastici. Nel meccanismo di interscambio si verifica anche l’assorbimento di vitamine, ormoni, farmaci o tossine. Non meno importanti sono gli scambi termici tra interno ed esterno in seguito alla variazione di temperatura, anche se il cane regola la temperatura principalmente attraverso la bocca e la lingua, non suda.

Ha anche una funzione metabolica con il deposito di grassi, con gli adipociti, e partecipa alla sintesi della vitamina D con l’esposizione ai raggi ultravioletti.

Un’altra funzione è quella sensoriale con le terminazioni nervose del derma e dell’ipoderma raccoglie i messaggi dall’esterno, come la temperatura, la pressione e il dolore. Gli stimoli sensoriali risalgono mediante i nervi periferici fino alla corteccia cerebrale, dove vengono decodificati.

La pelle non è solo quello che si vede esteriormente, ma è una rete di terminazione nervose, vasi sanguigni e linfatici, che assolvono diverse funzioni vitali e pertanto necessità di essere protetta nel modo corretto, rammentando che i cani hanno esigenze diverse da quelle umane.

La pelle non è come sembra

Per quanto possa sembrare strano, la pelle dell’uomo è 5-7 volte più resistente di quella del cane e del gatto, non ho preso una botta in testa, c’è un motivo evolutivo alla base di questa situazione ed è insita nella differenza tra i due rivestimenti, la pelle umana è praticamente priva di peli.

La differenza della resistenza è proprio legata alla presenza dei peli, nel cane e nel gatto la funzione protettiva è condivisa tra pelle e pelo, questa condivisione ha reso la pelle meno resistente, oppure possiamo ipotizzare che la diminuzione di peli nell’uomo ha reso la nostra pelle più resistete.

La delicatezza, relativa, della pelle di questi animali, rende necessario evitare di trattare la loro pelle con prodotti concepiti per l’uomo, che a loro risultano molto irritanti.

Le cellule sebacee, che permeano la pelle, producono il sebo, una sostanza untuosa costituita da lipidi (grassi), che mantiene morbido il pelo e collabora alla formazione del film idrolipidico, la cui funzione è protettiva e antibatterica. Per questo è sconsigliato non lavare gli animali troppo spesso.

E i peli?

I peli del cane possono essere di lunghezze e colori diversi, ma la loro struttura di base è simile e più complessa di quanto si pensi.

Anche i peli hanno un muscolo, pensiamo a quanti piccoli muscoli ci sono nel sottile strato della pelle, questi muscoli erettori permettono al pelo di rizzarsi con l’orripilazione.

I follicoli dei peli sono molto particolari, il pelo non è singolo e solitario, infatti è possibile pensare al pelo come un condominio con giardino e pertinenze annesse, si ha:

  • Un follicolo principale con il pelo principale o pelo di giarra, sono dei peli di rivestimento, lunghi, spessi e pigmentati; abbondano nella parte superiore del corpo.
  • Due follicoli primari laterali con i peli secondari, detti anche tettori o barba. Nel cucciolo non sono presenti, compaiono in età adulta.
  • Una quindicina di follicoli secondari che circondano i primari e contengono la lanugine o peli di borra. La lanugine è costituita da peli fini e ondulati ed è alla base dell’isolamento termico.

Maggiore è la densità dei follicoli, più il mantello è soffice, la funzione dei peli è di proteggere la pelle dalle aggressioni esterne (temperatura, lesioni ecc.).

La crescita del pelo e la muta

Entriamo in un ambito costellato di miti e leggende, ma purtroppo è importante restare con i piedi per terra e comprendere le regole fisiologiche alla base dello sviluppo dei peli.

La radice del pelo contiene una papilla ricca di vasi sanguigni, linfatici e nervi, che nutre e controlla le cellule della matrice da cui ha origine il pelo, una grande cantiere edile di dimensioni microscopiche.

La matrice, con i nutrienti che riceve dal sangue, crea delle cellule, che spingono verso l’alto le cellule più vecchie. Le nuove cellule, avvicinandosi al foro di uscita e morendo si induriscono e si trasformano in una sostanza cornea (cheratina), il pelo che palpiamo.

La crescita del pelo si articola in tre fasi: crescita (magen); riposo (catagen); fine vita (telogen). Il fine vita è precedente alla caduta del pelo.

La crescita è l’inizio della muta, ovvero il rinnovamento del pelo, le mute sono una primaverile con lo sfoltimento del pelo e una autunnale con l’infoltimento del pelo. Diversamente da quanto si pensa, le mute non sono innescate dal cambio della temperatura, ma solo legate al ciclo giorno/notte dove l’allungamento delle giornate fa scattare la muta primaverile e l’accorciamento quella autunnale.

L’addomesticazione e la vita del cane nel mondo umano, protetto da pareti e locali climatizzati, hanno sottratto i cani agli stimoli ambientali naturali, influenzando questi meccanismi in modo significativo. Per le linee di sangue di cani che vivono normalmente in appartamento, l’infoltimento del pelo per l’inverno non è più un’esigenza di sopravvivenza, poi se serve c’è il cappottino. Con il periodo estivo lo sfoltimento è invece comunque necessario, ma con periodi non strettamente legati ai cicli solari.

Le mute e il rinnovamento del pelo sono più legati all’ambiente per quei cani che da sempre vivono all’aperto, come i cani padronali o i selvatici, anche se il ritorno allo stato selvatico da un punto di vista genetico è un processo lungo.

La pelle combatte tutti i giorni e non sempre vince

Dermatite alla zampa del cane

Dermatite alla zampa del cane

Possiamo incappare in molte affezioni cutanee, ognuna con le sue cause e soluzioni, talvolta l’alimentazione può essere la causa di una reazione cutanea, come il contatto accidentale con un prodotto detergente usato per la pulizia e su cui il cane si è strofinato prima che si asciugasse. Bagni frequenti e/o con prodotti inadatti possono portare a dermatiti, a causa della distruzione del film idrolipidico.

Per affrontare le affezioni cutanee è fondamentale contattare il proprio veterinario di fiducia, l’uso improprio di prodotti può causare il peggioramento della malattia.

  • Le allergie cutanee

Sono delle ipersensibilità a livello della pelle, delle affezioni cutanee allergiche legate all’ingestione di una sostanza allergizzante. La fonte allergica può penetrare per inalazione, per ingestione o attraverso la pelle. L’orticaria va trattata come un’allergia e può provocare piccole vesciche o grossi rigonfiamenti sulla pelle.

  • Le alopecie

È la caduta anomala dei peli, che lascia intravvedere la pelle e può essere localizzata o generalizzata, oltre che reversibile o irreversibile. L’origine può essere allergica, psicogena, ormonale, parassitaria, nutrizionale e altro.

Nel caso di alopecia psicogena si presenta dopo un leccamento troppo intenso, dove Il cane, ad esempio annoiato, si lecca le zampe in modo eccessivo, causando prima un’alopecia e poi un’ulcerazione.

  • Le callosità

Sono delle placche ipercheratosiche (eccesso di cheratina) che si sviluppano sulla pelle a livello dei punti di appoggio. Le lesioni appaiono grigiastre e prive di pelo, possono screpolarsi o infettarsi, e in tal caso può essere necessario intervenire chirurgicamente per rimuoverle.

  • Le dermatosi nutrizionali

Sono originate da una carenza di nutrienti essenziali, come gli acidi grassi. Nei cani ben nutriti sono rare, l’uso di scatolette mal conservate ne può causare la comparsa. I peli diventano opachi e secchi, con ispessimento e desquamazione della pelle ed aumento della produzione di sebo. I disturbi scompaiono con la correzione nutrizionale.

  • Le dermatiti

Esistono diversi tipi di dermatite, da quelle parassitarie a quelle chimiche causate dai detergenti.

  • Dermatite da contatto

È l’infiammazione della pelle per contatto con un agente irritante o allergizzante, ad esempio detergenti, prodotti chimici, insetticidi, etc. Si manifesta nelle zone meno protette dal pelo ed è accompagnato da prurito intenso. Per risolvere il problema, è necessario ricercare ed eliminare la sostanza responsabile.

  • Dermatite solare

Per l’esposizione solare si hanno lesioni sul tartufo e sul corpo si può sviluppare un eritema, così come un’alopecia crostosa e ulcerosa. La pelle si presenta rosa e fragile. L’animale va tenuto all’ombra e durante la cura non deve essere esposto al sole senza applicare un filtro solare a protezione totale.

  • Dermatite da pulci

È una reazione allergica ad una proteina contenuta nella saliva delle pulci e trasmessa dalla puntura, che causa pruriti importanti e persistenti, con eritema, croste e perdita di pelo. Le forme acute sono stagionali e quelle croniche comportano un ispessimento della pelle. Devono essere eliminate tutte le pulci presenti sul corpo dell’animale e disinfettato l’ambiente circostante.

  • La tigna

È una micosi dovuta allo sviluppo di funghi e provoca la caduta del pelo in piccole zone di forma circolare e la desquamazione della pelle, non è pruriginosa. Le tigne sono molto contagiose anche tra specie diverse, compreso l‘uomo. La terapia consiste nell’applicazione di pomate specifiche e nell’assunzione di farmaci per combattere il fungo.

  • La rogna o scabbia

È dovuta all’infestazione della pelle da parte degli acari, che si nutrono delle cellule epiteliali. Colpisce tutti i mammiferi incluso l’uomo. Gli acari si insediano soprattutto a livello della testa e nelle orecchie, provocando secrezioni brunastre dal condotto auricolare. L’infestazione causa forti pruriti, per cui l’animale si gratta violentemente. Il contagio avviene per contatto diretto con soggetti infestati, ma anche in modo indiretto, cioè dall’ambiente contaminato. La rogna viene curata utilizzando lozioni antiparassitarie specifiche.

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