Powershell
Modificare le date di file e cartelle usando Powershell

Il tempo dei contenuti del disco è un concetto relativo.
Esistono degli elementi del sistema operativo che consideriamo inalterabili, come ad esempio le date di creazione, accesso e modifica di file e cartelle. La realtà è ben diversa, infatti anche questi elementi possono essere modificati a proprio piacimento.
La domanda è perché dovrei modificare queste date, nel nostro caso la risposta è semplice, usando le cartelle come semafori di controllo di alcuni script, può capitare di dover determinare se lo script stesso è stato eseguito non prima di un certo periodo di tempo. File e cartelle come semafori sono una strategia molto rapida per assolvere a questa necessità e la possibilità di alterare le date di creazione evita di dover cancellare e ricreare l’oggetto, permettono in questo modo di conservare all’interno della cartella semaforo anche delle informazioni raccolte dallo script o altri elementi necessari per la sua esecuzione.
È importante quando si usano un modo massivo degli script eseguiti da RMM, dallo schedulatore o in altro modo, raccogliere tutte le informazioni in un percorso preciso del disco, evitando di spargerle in locazioni casuali.
Acquisire le date di file e cartelle
Le date associate ai contenuti di Microsoft Windows sono tre:
- LastWriteTime – Ultima scrittura del file/cartella;
- LastAccessTime – Ultimo accesso al file/cartella;
- CreationTime – Creazione del file/cartella.
L’utilizzo dei cmdlet Get-Item e Select-Object opportunamente abbinati in pipeline permette di ottenere tutte le informazioni su questi tre valori e non solo.
Per un folder:
get-item -Path "C:\TempAem\Bandwidth\"… Continua a leggere→
Configurare da remoto la pulizia dei dischi di Windows

Un disco pulito velocizza il lavoro.
Il tema della rimozione dei contenuti superflui dai dischi di Windows è spesso sottovalutato, tuttavia con il passare del tempo si può trasformare in un problema serio, abbiamo affrontato l’argomento del cosa riempie i dischi in un altro articolo e adesso è il momento di fare un passaggio ulteriore verso l’automatizzazione della pulizia di una parte di contenuti superflui.
Da Microsoft Windows 10 è diventato disponibile lo Storage Sense (Sensore di Memoria), uno strumento che opportunamente configurato si occupa di svolgere alcune cancellazioni:
- file temporanei ed alcuni elementi di sistema residui;
- file temporanei associati alle applicazioni non utilizzate da tempo;
- file vecchi dalla cartella Downloads;
- file di vecchia cancellazione dal cestino.
La configurazione dello Storage Sense dal suo pannello di gestione è semplice ed offre alcune opzioni di intervento; tuttavia, ogni profilo utente del computer ha una propria configurazione, legata alle esigenze del suo utilizzatore.
Configurare lo Storage Sense comporta il collegarsi ad ogni singolo computer e ad ogni utente del computer, per poter applicare la configurazione richiesta, un’operazione lunga e molto noiosa, che implica anche di avere la disponibilità da parte dell’utente di accedere al computer sottostando ai suoi orari.
La disponibilità di un Dominio Active Directory permette di impostare la configurazione di questo elemento utilizzando delle policy; tuttavia, non è un fatto certo che i computer siano collegati ad un dominio e che vi sia l’intenzione di utilizzare le policy; infatti, il… Continua a leggere→
Individuare i registri Windows dell’ultimo utente collegato

Gestire da remoto le configurazioni di Windows con i registri utente.
I registri di sistema di Microsoft Windows sono uno strumento importante per la gestione da remoto di diverse configurazioni, possiamo infatti asserire che dalla loro esistenza ad oggi una considerevole quota delle configurazioni del sistema operativo e del profilo utente sono salvate in questa struttura.
Il sapere dopo una certa configurazione è salvata rende possibile eseguire molte configurazioni attraverso i sistemi RMM senza dover accedere al computer/server usando le interfacce grafiche, questo significa poter operare sui sistemi con il semplice requisito che siano accessi e di conseguenza poter gestire molteplici configurazioni in modo contemporaneo su più sistemi.
Questa modalità operativa trova tuttavia un limite in quelle configurazione che sono associate ai registri utente, un gruppo di registri che è raggiungibile solo dal profilo utente, almeno in apparenza; pertanto, l’esecuzione di procedure con profili diversi da quello interessato conduce all’applicazione delle stesse su utenti sbagliati.
Non sempre la possibilità di eseguire procedure remote con le autorizzazioni dell’utente collegato è una soluzione; infatti, è necessario attendere che l’utente si sia collegato ed essere certi che lo sia.
Tabella dei Contenuti
I registri utente
I registri dell’utente collegato sono quelli raggruppati in HKEY_CURRENT_USER, una procedura eseguita dall’utente SYSTEM avrà accesso al raggruppamento di SYSTEM e non dell’utente, a questo punto sembrerebbe che non ci siano alternative.
I registri utente sono una proiezione degli USER SID ubicati nel percorso dei registri HKEY_USERS, questo significa che ogni… Continua a leggere→
Comando Tail di Linux nativo in Windows senza installazioni

Esistono comandi simili tra sistemi operativi per ottenere risultati uguali.
Gli utilizzatori di Linux conoscono molto bene il comando tail usato in Linux per vedere in tempo reale cosa si accoda ad un file di testo.
Tail -f nome_file.txt
In Microsoft Windows ci si è trovati e ci si trova frequentemente a controllare i contenuti di qualche file di log, spesso aprendo e chiudendo ripetutamente il file, oppure installando applicazioni di terze parti, le soluzioni sono molteplici.
Esiste tuttavia una soluzione molto diretta ed immediata passando da Powershell.
Controllare un file di log in tempo reale
La soluzione per controllare le aggiunte ad un file in Windows non è nulla di fantascientifico ed è nota da molto tempo, forse non molto pubblicizzata.
Per eseguire il comando è prima necessario aprire una console di Powershell, con i permessi di amministratore se il file da leggere richiede permessi di accesso specifici, fatto questo è sufficiente eseguire il comando.
Get-Content “percorso\nome_fail.log” -Wait -Tail 10
Il valore numerico specifica il numero di righe alla fine del file da cui iniziare la visualizzazione.
Per noi questo comando è di uso regolare in molte attività di controllo e verifica, ad esempio nei check di funzionamento del backup BCDR di Axcient x360 Recover D2C per controllare se nel corso del trasferimento di dati ci sono anomalie legate alla connettività o altro, aprendo nel caso le opportune verifiche.
Per maggiori informazioni sull’uso e la realizzazione degli script… Continua a leggere→
Creare le macchine virtuali Hyper-V attraverso Powershell

Powershell per creare da remoto le macchine virtuali Hyper-V
L’uso delle macchine virtuali è molto frequente per implementare diverse tipologie di servizi presso un cliente, senza dover necessariamente aggiungere un server o un computer dedicato. Un caso frequente è quello del classico Microsoft SQL Server necessario per gestire piccoli servizi interni, dove una macchina virtuale evita di installare un server dedicato e l’impiego della versione per Linux limita la necessità di risorse hardware.
Tornando all’oggetto necessario per la virtualizzazione, per quanto non sia da tutti amato, uno degli strumenti di virtualizzazione esistenti e molto utilizzato è Microsoft Hyper-V.
L’uso di questo strumento mette a disposizione un consistente numero di comandi con il modulo di gestione Powershell, con i suoi cmdlet è possibile svolgere anche da remoto tutte le operazioni previste per la console di gestione e anche qualcuna in più.
Vogliamo condividere con voi il modo in cui creaimo delle nuove macchine virtuali usando Powershell, una situazione che si verifica molto spesso per la creazione di piattaforme di test.
Tabella dei Contenuti
Powershell e le nuove macchine virtuali
La procedura di creazione richiede degli step secondo una specifica sequenza, che andiamo ad approfondire nel seguito. Nelle prime realizzazioni si può incappare in qualche errore, ma nulla di irrimediabile, basta cancellare la macchina virtuali e ripartire.
È inutile dire che abbiamo integrato in un RMM la procedura di creazione delle macchine virtuali e tutto quanto concerne il controllo del loro funzionamento.
Iniziamo!
