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Esco, mi sporco e mi vogliono disinfettare
Esco, mi sporco e mi vogliono disinfettare

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In questo periodo è sempre più frequente sentire il consiglio di disinfettare il cane quando si torna dalla passeggiata, in particolare le zampe.

Ma come possiamo disinfettare il cane?

Prima di tutto bisogna valutare la trasmissibilità virale, dove allo stato attuale è importante detergere le superfici con prodotti a base di alcool o candeggina, e lavare frequentemente le mani, soprattutto dopo le uscite e specifiche attività. L’igiene personale dovrebbe essere sempre un punto fondamentale.

I riscontri attuali indicano anche che la contaminazione attraverso oggetti è comunque bassissima, quasi inesistente, è chiaro che se utilizziamo il telefono di una persona contaminata che ci ha starnutito sopra, il rischio è alto.

Torniamo al cane, ma a questo punto anche al gatto, che spesso esce di casa per poi tornare e di cui in questo frangente non si parla, il gatto è sempre al di fuori di ogni discorso, ma se parliamo di igienizzare il cane dobbiamo fare una riflessione anche per il gatto.

I prodotti usati con leggerezza

Uno dei prodotti consigliati per questa operazione è l’alcool, teniamo presente che esistono diversi tipi di alcool, da quello alimentare a quello denaturato, anche una buona grappa veneta è una riserva di alcool notevole.

Nello specifico però troviamo due tipi di alcool usati per le azioni di pulizia e igienizzazione, ovvero l’alcool denaturato e l’alcool isopropilico.

I due prodotti hanno delle differenze di struttura chimica, ma condividono i principi attivi e i rischi.

L’alcool isopropilico può essere molto dannoso per le pelli delicate, ma anche il denaturato può dare problemi, per il semplice fatto che aiutano l’evaporazione dell’acqua e di conseguenza seccano la pelle, se poi usati sistematicamente la situazione diventa critica.

Alcune fonti veterinarie e i produttori sono concordi sul dichiarare

La sostanza può essere tossica per reni, fegato, pelle, sistema nervoso centrale. L’esposizione ripetuta o prolungata alla sostanza può provocare danni agli organi, anche se trasportato dall’aria e inalato“.

Le schede di sicurezza avvertono della tossicità acuta per via orale, cutanea e di vapore negli animali, anche se, purtroppo, non ci sono ricerche e osservazioni specifiche sugli animali.

Storicamente era usato anche all’interno degli alimenti, dove poi è stato vietato per la sua tossicità.

Cosa può succedere sul cane

Ovviamente il veterinario usa l’alcool, non il denaturato, per abbattere la carica batterica prima di fare un’iniezione o un prelievo al cane, ci troviamo però in un contesto di un’applicazione limitata e in un contesto controllato, dove dopo il buco il cane non viene messo nelle condizioni di leccarsi immediatamente la parte interessata.

Nell’industria animale troviamo un ampio impiego di alcool isopropilico, che è tuttavia opportunamente dosato e diluito per minimizzare i rischi di inalazione e di assimilazione attraverso l’azione del leccarsi, si tratta di prodotti dove l’uso è occasionale e comunque il quantitativo di liquido depositato è limitato.

La dott.ssa Ann Hohenhaus, medico dello staff dell’Animal Medical Center di New York, afferma che “molti animali domestici si leccano la pelliccia, e la piccola quantità consumata non è pericolosa. Lo stesso sarebbe vero per la piccola quantità di isopropile contenuta nelle salviette per animali domestici. Chiaramente gli alcool contenuti nei farmaci si sono dimostrati sicuri o la Food and Drug Administration non avrebbe approvato l’uso di questi farmaci. Tuttavia, l’alcool può essere molto irritante per le pelli delicate. Se un animale domestico dovesse bere alcool, il che è improbabile a causa del suo sapore amaro, causerebbe nausea, vomito, depressione e coma. Se inalato, può irritare le vie respiratorie“.

Quindi cosa usiamo?

La dott.ssa Ann Hohenhaus, dichiara che le salviette igienizzanti per cani possono essere usate, questo perché permettono una rapida asciugatura dopo l’uso, trattandosi di prodotti creati in modo specifico per la pulitura, come lo sono quelli usati nell’uomo, il loro impatto e la loro diluizione è tale da evitare danni anche nel caso in cui vengano leccati, è comunque bene cercare di evitare questa azione da parte del cane sulla salvietta ed evitare che se la mangi.

La salvietta, essendo un panno morbido, permette anche di pulire in modo efficace le zampe e il manto, trattenendo le impurità tra le fibre.

Questi prodotti adottano alcool isopropilico, che è al momento certificato per questi usi nei prodotti, sia per cani sia per l’uomo (anche cosmetici), ha inoltre un maggiore effetto antibatterico rispetto all’alcool denaturato.

Non è da escludere l’uso dell’aceto diluito in acqua, che ha diversi impatti positivi sul manto, inoltre essendo un prodotto derivante dalla macerazione, contiene a sua volta alcool, in teoria di derivazione naturale se parliamo di aceti di buona qualità e di derivazione dal vino o dagli scarti di vinificazione.

L’osservazione del cane

Un elemento interessante è osservare l’amico cane quando puliamo casa, possiamo infatti, dai suoi comportamenti, comprende se le sue vie respiratorie sono infastidite dalle emanazioni dei detergenti che stiamo impiegando, non dimentichiamo che il loro apparato olfattivo è molto sofisticato e sensibile.

Dalle osservazioni dei miei cani ho la certezza che per loro l’alcool denaturato è insopportabile, infatti iniziano ad espellere con forza l’aria dal naso e quindi a starnutire con violenza, per poi cambiare stanza. Quando mi trovo a dover usare questo prodotto faccio in modo che i cani siano in un’altra stanza ventilata e comunque lo impiego su superfici molto limitate e sempre con le finestre aperte, anche in inverno.

Per rimuovere i batteri dalle superfici uso prodotti di derivazione biologica e con effetto non permanente, ovvero che la loro azioni antibatterica avviene nel momento in cui li si usa e fino all’evaporazione, dopo di che la superficie torna ad essere neutra, questo perché le azioni antibatteriche che durano nel tempo richiedono l’aggiunta di prodotti chimici. Ovviamente anche questi prodotti specifici per gli animali sono tossici se ingeriti.

Ovviamente questi prodotti sono validi sui batteri, ma non altrettanto efficaci sui virus.

Il condominio dove abitiamo viene talvolta pulito usando alcool o candeggina, durante le uscite con i cani, dove scendiamo a piedi per tre piani, il cane continua a starnutire fino a quando raggiunge l’esterno.

È molto importante, quando si usano prodotti detergenti sul cane, osservare se il cane si lecca insistentemente sulle parti di contatto o si gratta, infatti potrebbe avere la pelle delicata o una sensibilità a qualche ingrediente del prodotto usato.

Cura del cane

Che bello il bagno, ma preferisco il mio odore

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Oltre alle azioni precauzionali di questo frangente, è comunque importante aver cura del pelo del cane. È necessario occuparsi periodicamente di spazzolare e/o cardare il pelo, cosa usare e ogni quanto farlo dipende dalle attività che svolge il cane, quindi quanto si sporca, e dal tipo di manto di cui è dotato.

Un cane a pelo lungo avrà bisogno di una spazzola diversa rispetto ad un cane a pelo corto.

La spazzolatura regolare permette di rimuovere il pelo morto, permettendo alla pelle di respirare, riducendo il rischio di formazioni batteriche e agevolando la ricrescita del pelo nuovo, in particolare nei periodi di muta.

Pulire la mano e il piede, con un panno morbido e non troppo spesso, anche una salviettina igienizzante, permette, oltre che di rimuovere lo sporco, di individuare lesioni dei cuscinetti o la presenza di corpi estranei.

Pulire le zampe ad ogni uscita può forse essere eccessivo, in particolare se ci si muove in ambiente urbano e non in prato, del resto la presenza di polveri in strada e sui pavimenti di casa non è molto diversa, anche se si spazza più volte al giorno.

Il controllo dei cuscinetti e degli interstizi tra le falangi può essere invece una buona abitudine, ma che non deve diventare un fattore di stress per il cane.

La frequenza di lavaggio del cane è una scelta personale, la mia opinione personale, anche a fronte dell’impoverimento della cute è del mantello, è di non lavare i miei cani di frequente. L’intervallo tipico è, per i miei amici, di un lavaggio ogni 5 o 6 mesi, per il resto spazzola e qualche intervento di salviettina o acqua e aceto quando serve (rotolamento nel fango o nei resti di qualche carogna). Nonostante questo scarso lavaggio ho cani con il pelo lucido e morbido.

L’importante è ricordare sempre che la pelle del cane è sensibile e può essere delicata, il lavaggio con prodotti da bagno la può impoverire e danneggiare se non adeguatamente sciacquata. Molti toelettatori valutano il pelo e la cute del cane e sulla base di questo, e della loro esperienza, scelgono gli shampoo più adatti.

La pelle è inoltre una fonte di vitamina D, che viene prodotta e leccata con l’esposizione al sole, ci troviamo anche sostanze grasse che assolvono un ruolo protettivo dagli insetti.

Il fatto che lavi poco i miei cani non si nota, infatti non puzzano e non hanno nodi, questo grazie alle attività regolari di spazzolatura, che rimuove gli accumuli che sono spesso causa di cattivi odori. Per quanto riguarda le unghie, ho consultato il mio veterinario per capire con lui il punto dove tagliare senza lesionare il tessuto vitale, arrivando quindi ad abituare gli animali a questa operazione.

Le unghie vengono tagliate solo quando battono sul pavimento, infatti spesso sono i cani stessi a regolarne la lunghezza, tagliare solo le unghie troppo lunghe permette di ridurre i tempi di questa azione.

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