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Proteggere i cani deboli da pioggia e freddo è fattibile

Proteggere i cani deboli da pioggia e freddo è fattibile

Mi sono trovato a riflettere sulle affermazioni di alcune signore al parco con il cane, mentre stava per piovere.

La preoccupazione era che i cani potessero raffreddarsi a causa della pioggia, in tutta risposta una delle due cambia posizione, come se stesse per esprimere un concetto vitale per la salvezza del mondo ed esordisce con quando torniamo a casa gli do la tachipirina per prevenire.

In questi casi è bene non intromettersi troppo nella convinzione (non) scientifica di un proprietario di cani, contando sul fatto che poi non dia seguito a questo pensiero.

In occhi caso è sempre bene non dare farmaci agli animali senza aver prima sostenuto un consulto, anche telefonico, con il proprio veterinario.

È inoltre importante sapere che tachipirina (paracetamolo) e aspirina (acido acetilsalicilico) sono altamente tossici, e letali, per cani e gatti.

Il paracetamolo

Il paracetamolo, o acetaminofene, è un antipiretico comunemente usato nella medicina umana per abbassare la febbre, è uno dei più diffusi antipiretici.

Uno dei sui elementi costituenti ne determina la tossicità, infatti abbassa il contenuto di glutatione del fegato e danneggia gli eritrociti.

Un dosaggio di 150 mg/kg è dannoso nel cane, mentre nel fatto sono sufficienti 50 mg/kg. Una classica pastiglia sarebbe letale per qualsiasi gatto e nel cane avrebbe stati diversi in relazione al peso, un taglia piccola o medio piccola potrebbe morirne, un taglia media potrebbe esserne intossicato.

I sintomi nel cane sono depressione del sensorio; vomito; dolore addominale; urina di colore scuro; morte entro 2-5 giorni.

Nel gatto dopo circa due ore si aggiungono anoressia; salivazione; mucose brune o cianotiche; urina molto scura (cioccolato); edema su muso e zampe; morte entro 18-36 ore.

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L’acido acetilsalicilico

È un derivato dell’acido salicilico con proprietà antinfiammatorie, analgesiche e antipiretiche. É utilizzato nel trattamento di dolori di minore intensità e viene anche impiegato nella cura delle malattie infiammatorie acute e croniche come l‘artrite reumatoide e nel trattamento degli stati febbrili e delle sindromi influenzali o da raffreddamento.

Nel cane e nel gatto è ancora più pericoloso del paracetamolo, sono sufficienti 50 mg/kg nel cane e 25 mg/kg nel gatto per innescare effetti tossici e di avvelenamento.

La somministrazione continua, in bassi dosaggi, può causare ulcera gastrica perforata; epatite di tipo tossico e anemia.

I sintomi da avvelenamento sono depressione; anoressia; ipertermia; vomito con sangue; tachipnea (aumento della frequenza respiratoria); insufficienza renale acuta; debolezza; atassia (mancanza di coordinamento muscolare); coma; morte.

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