Le anomalie delle vacanze con il cane

Io posso sporcarmi e non vengo punito
Vivere con amici a quattro zampe richiede un’attenta valutazione nella programmazione delle ferie, in particolare quando si intende fermamente andare in vacanza con i propri amici e trovare un luogo che sia adatto alle loro necessità basilari.
Essendo per noi una condizione imprescindibile portare i nostri amici, quest’anno abbiamo svolto un’attenta analisi del luogo in Toscana e trovando il luogo ideale, visto che l’analisi dello scorso anno si era dimostrata ingannevole.
Nel corso delle vacanze di quest’anno, tra mare e boschi, non ho potuto evitare di soffermarmi su alcune situazioni di convivenza e interazione che mi hanno colpito negativamente, stimolate dal trascorrere molto del mio tempo libero, in realtà tutto, a lavorare con i cani, insieme alla mia famiglia o al fianco di istruttori cinofili per le discipline e i percorsi che seguiamo.
Le situazioni a cui mi riferisco sono quelle strettamente correlate con la salute e il benessere dell’amico cane e che in alcuni casi possono anche mettere a rischio la loro vita.
Le mie vacanze

Impariamo a non temere il mare e a giocare nell’acqua
Prima di iniziare la mia critica comportamentale (umana) credo sia importante spiegare come si svolgono le mie vacanze.
Le giornate non prevedono di passare la mattinata a letto, pertanto la sveglia suona sempre tra le sei e le sette, seguita da ciò che cani e umani devono fare di prima mattina, colazione inclusa. Compiuti i rituali del risveglio ci si prepara per il vero inizio della giornata.
Arrivate le otto si parte per il mare, dove ci attende la spiaggia, insieme a personale specializzato nella gestione degli amici cani, nulla è lasciato al caso. In spiaggia ancora non fa caldo, ci sono poche persone e pochi cani, quindi una situazione gradevole per tutti con lo spazio necessario per camminare, correre e bagnarsi.
Uno sguardo al moto ondoso è fondamentale e anche alla presenza di bandiere rosse, se il mare non è adatto l’uscita si ferma al gioco sul bagnasciuga, inoltre il tempo di permanenza in acqua è legato alla sua temperatura.
Una seconda colazione per gli umani è dovuta, mentre gli amici cani si riposano, per quindi procedere con una passeggiata in pineta per sgambare e lasciarsi dietro i residui di sabbia dalle zampe e dal manto.
Il ritorno a casa porta il pranzo e un riposino, non dimentichiamo che la sveglia è suonata alle sei e anche in cani gradiscono una dormitina dopo le corse mattutine. Dopo le 17 iniziano le attività pomeridiane, il sole non è più rovente, le attività pomeridiane possono essere passeggiate in bosco; un giro in pineta con altri cani o di nuovo gioco in spiaggia e tante coccole.
La sera tutto riposo per tutti.
Per qualcuno potrebbe sembrare una vacanza noiosa, niente discoteca; abbronzatura e feste. In realtà si tratta di una vacanza a sei zampe con grande rilassamento e rigenerativa, anche perché rende comunque possibile incontrare nuove persone e condividere esperienze.
La sventura del cane in vacanza
Con il passare dei giorni ti rendi conto che alcuni cani attorno a te passano la giornata da soli a casa, o nel giardinetto, mentre con il passare delle ore il cane inizia a piagnucolare e in seguito ad abbaiare, correndo alla porta ad ogni rumore, nella speranza che qualche umano stia facendo ritorno.
Alcuni di questi cani erano palesemente abituati a trascorrere la notte in casa, ma con le vacanze e un giardino ecco invece che si ritrovano all’aperto con conseguenti lamentazioni e in un caso l’ingestione di un corpo estraneo.
Per l’amico cane una vacanza trascorsa in questo modo non risulta un’esperienza molto piacevole, in particolare se si tratta di un soggetto che vive il quotidiano a contatto con uno o l’altro componente umano della famiglia.
In ogni caso il soggetto umano si vanta di non aver lasciato in asilo il proprio amico e averlo portato in vacanza.
Il mare, questo sconosciuto

Noi giochiamo anche così e non ci stiamo sbranando
Il movimento dell’acqua ha un suo fascino, in particolare se è limpida e accompagnata da una spiaggia pulita, tuttavia ci sono delle situazioni in cui è bene non eccedere con la balneazione o evitarla proprio.
Arrivare in spiaggia e trovare onde alte e bandiere rosse è indice del fatto che è meglio fare altro, sicuramente non è il caso di tuffarsi. In questo contesto troviamo coloro che possiedono cani pallina dipendenti, ovvero che seguono la pallina anche in un vulcano attivo.
Alcune di queste persone, con condizioni avverse, lanciano comunque la pallina in acqua, con l’idea che il cane nuota comunque e gioca, fino al momento in cui deve intervenire il personale della spiaggia per ripescare l’animale che rischia di essere trascinato al largo.
Restando con i pallina dipendenti incappiamo poi in cani di taglia piccola che per ore vengono fatti giocare in acqua, senza considerare che il tremore che il cane manifesta non è eccitazione da gioco, ma un’avvisaglia di ipotermia che il corpo del cane sta fronteggiando con il tremore per generare calore.
Esistono poi i cani che non ne vogliono sapere di entrare in acqua con il mare mosso, talvolta alcuni di questi animali hanno proprietari che invece insistono per farli entrare in acqua e si irritano se non lo fanno, ignorando che probabilmente il cane non ha intenzione di vivere questa esperienza e preferisce starsene coricato a contemplare chi passa sulla spiaggia, magari interagendo con un altro cane.
In spiaggia non mancano i cuccioli, l’occasione è propizia per approcciare l’acqua, nulla di male in questo, ma prestando attenzione che il cane non cerchi di bere tutto il mare ed evitare di premiarlo con bocconcini mentre galleggia a stento per la stanchezza, ogni presa del bocconcino è una boccata di acqua. Il risultato diventa poi una cane a palla che esce rotolando dal mare, i veterinari della zona la chiamano sindrome da spiaggia.
E quindi che vuoi da me?
In realtà non voglio niente, nel sogno di un mondo perfetto, sarebbe bello vedere delle interazioni tra uomo e cane che tengano in considerazioni le potenzialità di entrambi, creando di conseguenza un binomio perfetto, dove entrambe le parti traggono beneficio dalla reciproca convivenza.
Le vacanze sono il momento di distacco dalla routine, ma possono essere il momento in cui dare tutto se stesso al proprio amico a quattro zampe, ricevendo in cambio un legame forte e di grande fiducia e con il passare dei giorni scoprire di sentirsi meglio e più aperti con il mondo, anche i colori appaiono più brillanti.
Ovviamente non tutti i cani sono uguali, ma anche i cani difficili possono trovare giovamento da una bella vacanza.
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