Mi sono imbattuto in un post, su un social, relativo ad un cane con problemi gastrici in cui il veterinario ha prescrittocamomilla (Matricaria recutita) per via orale e una camminata.
La prescrizione ha suscitato diverso disappunto tra i commenti, il cane ha comunque ripreso il suo vigore, in ogni caso la situazione mi ha spinto ad approfondire la questione e cercare delle evidenze sull’uso della camomilla.
Alcune persone hanno vaghi ricordi sul fatto che non la si possa usare, in realtà la camomilla può essere usata sia per via orale che per impacchi, trattandosi di un prodotto con caratteristiche particolari è bene non improvvisare e adottarla dietro indicazione e dosaggio di un veterinario, che magari è anche omeopata e in casi particolari può proporre una profilassi di emergenza fatta di prodotti presenti in casa.
Nella mia ricerca tra studi veterinari e laboratori ecco cosa ho scoperto.
Il profumo della camomilla
Gli aromi rilasciati dalla bustina di camomilla sono qualcosa che inebria i sensi e ancora di più durante l’infusione, non ci sono parole per descrivere gli aromi della camomilla da infusione di produzione non industriale.
Spesso pensiamo alla camomilla come ad un prodotto da usare per dormire meglio, in realtà ha molti altri impieghi nella fitoterapia umana, tra i suoi usi quello di leggero sedativo o di antispasmodico per alleviare i crampi, questo è dovuto all’epigenina, che inibisce la produzione dei mediatori chimici dell’infiammazione, in modo simile all’aspirina.
Proteggere i cani deboli da pioggia e freddo è fattibile
Mi sono trovato a riflettere sulle affermazioni di alcune signore al parco con il cane, mentre stava per piovere.
La preoccupazione era che i cani potessero raffreddarsi a causa della pioggia, in tutta risposta una delle due cambia posizione, come se stesse per esprimere un concetto vitale per la salvezza del mondo ed esordisce con quando torniamo a casa gli do la tachipirina per prevenire.
In questi casi è bene non intromettersi troppo nella convinzione (non) scientifica di un proprietario di cani, contando sul fatto che poi non dia seguito a questo pensiero.
In occhi caso è sempre bene non dare farmaci agli animali senza aver prima sostenuto un consulto, anche telefonico, con il proprio veterinario.
È inoltre importante sapere che tachipirina (paracetamolo) e aspirina (acidoacetilsalicilico) sono altamente tossici, e letali, per cani e gatti.
Il paracetamolo
Il paracetamolo, o acetaminofene, è un antipiretico comunemente usato nella medicina umana per abbassare la febbre, è uno dei più diffusi antipiretici.
Uno dei sui elementi costituenti ne determina la tossicità, infatti abbassa il contenuto di glutatione del fegato e danneggia gli eritrociti.
Un dosaggio di 150 mg/kg è dannoso nel cane, mentre nel fatto sono sufficienti 50 mg/kg. Una classica pastiglia sarebbe letale per qualsiasi gatto e nel cane avrebbe stati diversi in relazione al peso, un taglia piccola o medio piccola potrebbe morirne, un taglia media potrebbe esserne intossicato.