Molto spesso anche i cani hanno bisogno di sangue
Se ancora non sei donatore, pensaci,
ma non con la testa, con il cuore.
AVIS 2011

Donare il sangue è sempre importante.
Mi trovo nuovamente a parlare del sangue del cane, a causa di una ulteriore donazione fatta ieri per aiutare un cane in condizioni di salute critiche.
Considerando la ben nota difficoltà di reperire il sangue umano in caso di necessità, è lampante quanto diventi complesso trovarlo per uso in ambito cinofilo o per felini.
Il sangue è un elemento fondamentale della vita, attraverso il suo flusso l’organismo riceve l’elemento chimico fondamentale per mantenere in funzione cellule e organi, si tratta dell’ossigeno.
Solo per questa funzione, tra le tante, è importante che la sua presenza sia garantita e che l’equilibrio tra le sue componenti sia all’interno di specifici parametri.
Nel corso della vita di ogni essere, che sia umano o sia canide, si verificano un’infinità di situazioni, di cui una grandissima quota sono irrilevanti, una quota positive, ma tra queste possono accaderne di negative che portano ad una deficienza (emorragia) del volume di sangue o ad una sua alterazione di composizione (malattia autoimmune).
La situazione più frequente sono gli stai emorragici, causati da malattie o incidenti, oppure uno stato di perdita di fluidi determinato da un intervento chirurgico complesso.
In queste situazioni diventa fondamentale poter eseguire delle trasfusioni, nel rispetto di specifiche condizioni tutti i cani possono essere donatori, oltre ad essere in perfetta salute, il cane dovrebbe avere un peso forma superiore ai 25 Kg e un’età compresa tra i 2 e gli 8 anni, un cane di taglia molto piccola dispone di una riserva di sangue molto bassa, per questa regione ci si orienta a canidi di taglia media o superiore.
Rispetto al sangue umano, quello del cane è un certo senso più flessibile e sicuramente con consistenti differenze per quanto riguarda i gruppi sanguigni.
Il sangue del cane
Il sangue del cane è diverso da quello umano, dal 1910 con l’uso dei cani come modello per le ricerche nell’ambito della medicina trasfusionale, sono stati isolati otto sistemi (antigeni eritrocitari), assimilabili all’equivalente di otto gruppi sanguigni. La loro localizzazione è stata in buona parte determinata dalle distinte reazioni immunologiche nel corso delle trasfusioni, con reazioni che potevano essere immediate o ritardate nel tempo.
I gruppi sanguigni del cane hanno preso la denominazione di DEA (Dog Erythrocyte Antigen), di cui i gruppi 6 e 8 non sono stati isolati in modo sistematico a causa della mancanza di antisieri. Agli otto gruppi se ne è aggiunto un’ulteriore e specifico del Dalmata, tanto da prendere il nome di DAL.
Nel cane la particolarità è che gli antigeni dei globuli rossi, che determina i gruppi, hanno una particolare modalità di ereditarietà genetica; infatti, ogni antigene è ereditato in modo indipendente; pertanto, un cane potrebbe avere gruppi negativi e positivi coesistenti (ad esempio DEA 1 negativo e DEA 4 e 7 positivo).
Durante la gravidanza possono esserci feti con caratteristiche DEA differenti; tuttavia, la femmina non sviluppa antigeni specifici e pertanto problematiche di rigetto nel corso della gravidanza, a differenza degli impatti del fattore RH nella gravidanza umana.
Il gruppo DEA1 è quello con maggiore potere antigenico ed è il responsabile delle reazioni acute nei cani DEA1 negativi sensibilizzati da precedenti trasfusioni con sangue DEA1 positivo.
Un cane con gruppo DEA1 negativo è compatibile con sangue negativo, sviluppando reazioni nel caso di trasfusioni con gruppo DEA1 positivo. I cani con gruppo DEA1 positivo possono ricevere anche sangue negativo.
La situazione particolare nella trasfusione del cane è che in situazioni di grave urgenza, nel corso della sua vita, il cane può ricevere una trasfusione, solo una, con un sangue non compatibile; quindi, un negativo potrebbe avere una trasfusione positiva. Questa particolarità è legata al fatto che la reazione immunitaria nel cane negativo si innesca solo dopo la prima trasfusione non compatibile; quindi, le reazioni si attivano dalle trasfusioni successive.
Fonte
Gruppi sanguigni ed emocompatibilità nel cane
Eva Spada, Roberta Perego, Luciana Baggiani, Daniela Proverbio
Associazione Italiana di Medicina Veterinaria Trasfusionale (AIMVET)
Tutti i cani possono donare?
La donazione di sangue è un evento potenzialmente stressante per il cane, non tanto per la perdita di sangue, quanto per le situazioni ambientali dove viene eseguito il prelievo e per la condizione di impotenza in cui si trova. L’essere adagiato su un lettino in un ambiente sconosciuto con una o due cannule nelle zampe, non è una condizione psicologicamente piacevole. La seconda cannula è utilizzata per idratare l’animale durante il trattamento.
I tempi di riempimento della sacca sono variabili e condizionati dalla taglia del cane, dal punto di prelievo, dalla contrazione muscolare che comprime i vasi. In generale il tempio medio è ipotizzabili in circa una ventina di minuti.
Nel caso di Dojo il tempo intercorso tra la preparazione inziale e la fine del trattamento è di circa 25 minuti, si tratta di un meticcio di sei anni del peso di 30 Kg, molto tranquillo in questi contesti.
L’animale deve essere di indole docile, così da essere gestibile nelle varie fasi dell’operazione, rimando “tranquillo” durante il prelievo così da evitare fuoriuscite dell’ago o altri eventi spiacevoli. Deve essere ovviamente in salute e con la dovuta profilassi vaccinale, se è un donatore ufficiale deve anche essere iscritto all’anagrafe canina e dotato di chip. Oltre a questo, il suo peso deve essere superiore ai 25 Kg e deve avere un’età compresa tra i 2 e gli 8 anni. I parametri di accettazione possono essere diversi in relazione alla necessità incombente e spetta al medico veterinario determinare se il cane è idoneo.
Cosa succede durante la donazione?
Il cane, se non ha fatto esami in precedenza, viene sottoposto ad una valutazione dell’emocromo per accertarsi che il sangue sia nelle condizioni ideali e non ci siano alterazioni, ma in particolare per valutare la tipizzazione per determinare il gruppo DEA.
Compiuta l’analisi ci si sposta nella saletta di donazione e il cane viene posizionato su un tavolo e sollevato, fondamentale è che si senta sicuro e venga mantenuto tranquillo, la presenza del proprietario sarebbe fondamentale; tuttavia, il prelievo viene talvolta eseguito in ambienti legati alla terapia intensiva ed in questa condizione non può essere accompagnato.
La tensione e l’irrigidimento contribuiscono a comprimere le vene e a ridurre il flusso sanguigno e la velocità di riempimento della sacca.
Viene localizzata la vena, che può essere la sezione distale della vena cefalica (arto anteriore) o della vena safena (arto posteriore) e dopo la rimozione del pelo viene inserito l’ago con il tubicino che va a riempire la sacca.
A questo punto tra una coccola e l’altra si attende che la sacca sia piena, per poi uscire e ricompensare il cane con cibo e acqua, magari anche un gioco.
L’amico donatore si riprenderà velocemente, mentre il sangue potrà essere trattato per un futuro impiego oppure infuso direttamente al ricevente.
Dopo questa fatica dovrà passare qualche mese prima della successiva donazione.
Un elemento fondamentale
Non è possibile sapere in anticipo quando potremo trovarci nella condizione di cercare un donatore o di dover portare il nostro amico cane a fare una donazione. Un fattore che porta spesso a perdere tempo e ad alimentare delle false speranze nel proprietario del ricevente è la mancata conoscenza del DEA dei propri cani.
Oltre a compiere delle analisi periodiche del sangue e delle feci, per determinare lo stato di salute del proprio amico, è importante richiedere al medico veterinario di determinare il DEA, l’analisi richiede pochi euro ed è valida per tutta la vita. Talvolta capita che il medico veterinario risponda con uno sguardo perplesso, l’importante è non farsi scoraggiare dallo sguardo e confermare la richiesta.
Conoscere il DEA dei propri cani semplifica molte situazioni, dove la più banale è non aggiungere 15-30 minuti al tempo di attesa per la prima donazione, aspettando di avere il risultato del prelievo.
Conoscere il DEA dei propri cani nel caso di un incidente con fenomeno emorragico, permette di contattare i propri amici con cani mentre il paziente sta raggiungendo la clinica, così da poter disporre di un donatore in tempi più rapidi nel caso di necessità di una donazione.
Conoscere il DEA dei propri cani permette di rispondere alle richieste di donazione sapendo che il proprio cane è idoneo per quel caso, evitando al proprietario del paziente delle false speranze nel caso in cui poi il DEA si dimostri non compatibile.
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