Vita delle feci del cane e complicazioni
La raccolta delle feci degli amici cani è un’azione molte importante, non tanto per l’impatto visivo e perché la si calpesta, ma soprattutto per l’impatto sanitario nel corso del suo decadimento e della sua trasformazione.
Le feci, di qualsiasi tipo, contengono diversi ceppi batterici, milioni, i così detti batteri fecali, alcuni buoni e altri che possono apportare danni alla salute, sia degli animali che dell’uomo.
Grazie a Pet Poo Skiddoo possiamo fare un viaggio nella trasformazione delle feci del cane e nello sviluppo di batteri, vermi e altri elementi nocivi.
Questa escursione nella vita delle feci di un cane non vuole essere un richiamo alle normative vigenti e all’educazione civica, ma vuole soffermarsi sul rischio che l’accumulo di escrementi comporta per la salute dei cani, degli umani e di altri animali. È bene essere sempre dotati di sacchettini e rimuovere gli escrementi dei propri cani, il dire “Tanto è nel prato e si decompone” è solo una comoda giustificazione, ma non è la soluzione salva vita.
Dal diario di una deiezione
Tutto prende forma nell’apparato gastro intestinale dell’amico a quattro zampe, dove una massa di cibo ingerito con gioia rilascia i propri nutrienti e via via si trasforma fino ad abbandonare il suo ospite, probabilmente anche in questo caso con grande gioia dell’amico a quattro zampe.
Prima settimana

Feci – Appena depositate
In un prato, verso la fine di marzo, nel cuore della primavera, fa la sua comparsa un deposito di feci di cane.
Questi rifiuti contengono un elevato quantitativo di agenti patogeni fuoriusciti dal sistema digestivo del cane.
Un singolo grammo di rifiuti di cane contiene in media 23 milioni di batteri coliformi fecali, quasi il doppio della quantità delle feci umane.
I vermi parassitari che possono colpire i nostri animali domestici sono migliaia, i più comuni sono le tenie, gli anchilostomi, i lombrichi e i nematodi. Se un cucciolo mangia, beve o addirittura lecca il materiale contaminato, le uova possono entrare nel loro corpo dove le larve si trasformano in vermi adulti nell’intestino. Passeranno alcune settimane prima che questi vermi inizino a far passare le uova nelle feci.
Seconda settimana

Feci – Seconda settimana
Il tempo passa e gli escrementi sono simili per forma e dimensioni, ma mostrano i primi segni di decomposizione. I batteri microscopici iniziano a nutrirsi, riprodursi e trasformare le feci. Sebbene non tutti i batteri siano pericolosi, possono essercene numerosi in grado di causare un’infezione sia negli animali che nell’uomo, per contatto diretto o indiretto.
Come gli umani, i cani possono trasportare dei batteri nell’intestino e non mostrare alcun sintomo, ma è quando questi microrganismi (come E-coli e Salmonella) vengono accidentalmente consumati per via orale che possiamo avere diarrea, vomito o peggio.
Terza settimana

Feci – Terza settimana
La muffa è ora visibile sulla superficie, le tracce all’esterno sono indice di una più consistente presenza all’interno. Le feci del cane sono costituite per circa il 75% di acqua e servono come terreno fertile perfetto per far prosperare la muffa. Piccole spore di muffa ci circondano, continuamente, fluttuando nell’aria. Solo quando trovano un materiale organico umido su cui atterrare, possono nutrirsi, moltiplicarsi e produrre masse abbastanza grandi da essere viste.
Quarta settimana

Feci – Quarta settimana
Le uova dei parassiti iniziano a fare la loro comparsa, restando protette in un guscio duro in attesa di un ospite e possono rimanere vitali per settimane o addirittura anni nell’ambiente. Per essere infettati è sufficiente entrare in contatto con il terreno contaminato e portare la mano o la zampa a contatto con la bocca. Una volta che le larve si sviluppano in vermi adulti, possono nutrirsi nell’intestino per mesi o anni, trasferendo migliaia di uova nelle feci ogni giorno, continuando così il ciclo riproduttivo.
Quinta settimana

Feci – Quinta settimana
Mentre i rifiuti sono esposti alle condizioni meteorologiche, i batteri possono muoversi e diffondersi nell’aria, nel suolo e nelle acque sotterranee. Una piccola folata di vento o una breve pioggia possono trasportare gli agenti patogeni, come salmonella, anchilostomi e giardia, verso case e orti. Gli scarichi delle piogge possono raccogliere il deflusso dell’acqua contaminata e inviarlo ai nostri preziosi corsi d’acqua, laghi e fiumi.
Più a lungo gli escrementi restano all’aperto, maggiore è il rischio che l’ambiente circostante venga influenzato negativamente.
Sesta settimana

Feci – Sesta settimana
Le muffe hanno preso il sopravento. Trovarsi attorno a questi microscopici funghi può scatenare reazioni allergiche e a lungo termine può causare infiammazioni dolorose e problemi respiratori. Ci sono inoltre alcune spore di muffa che possono produrre micotossine, sostanze velenose che possono causare malattie e problemi neurologici.

Feci – Settima settimana
Le dimensioni delle feci si riducano, principalmente a causa della perdita di acqua.
Sebbene la maggior parte dei contagi che derivano dai rifiuti del cane non siano pericolosi per la vita, possono comunque causare sintomi abbastanza spiacevoli dopo essere entrati nel corpo.
Trascorrere del tempo all’aperto, in un prato che non è stato pulito, può portare ad un maggiore rischio di malattie.
Ottava settimana

Feci – Ottava settimana
Gli escrementi si sono decomposti così tanto che ora sono a pezzi. I batteri e i funghi hanno decomposto la maggior parte della materia organica con i loro enzimi, riducendola a carbonio, azoto e ossigeno. Notare l’erba secca nella forma originale della pila. I rifiuti fecali sono così densi da impedire a qualsiasi luce solare di penetrare, quindi l’erba sottostante non può eseguire la sua fotosintesi per sopravvivere.
Nona settimana

Feci – Nona settimana
Dopo quasi due mesi è finalmente scomparsa. L’unica traccia è il punto privo di erba.
Anche se i rifiuti del cane non possono più essere visti, ciò che è invisibile agli occhi può ancora essere presente.
È importante raccogliere le feci del cane prima che si presentino le uova delle larve.
Come ridurre i rischi?
L’elemento fondamentale è la raccolta delle feci con gli appositi sacchettini, ne esistono anche di bio-degradabili ad impatto zero, o palette. Il materiale raccolto deve poi essere depositato negli appositi contenitori per la racconta dei prodotti non riciclabili, le feci del cane non rientrano tra i compostabili, per via dei sacchetti e del loro ciclo di trasformazione.
Personalmente possiedo due cani, con cui mi muovo in diverse aree verdi accessibili ai quattro zampe, in ogni occasione raccolgo le loro deiezioni, anche se attorno a me ci sono quelle abbandonate da altre persone.
Considerando che per il cane è naturale leccare il terreno per acquisire informazioni, anche attraverso l’organo vomero nasale, il rischio che compia questa azione su feci abbandonate (anche umane) o su aree di terreno dove si trovavano escrementi ormai trasformati, mi porta a svolgere un controllo periodico delle componenti parassitarie delle feci dei miei cani. Questo rende possibile, in caso di presenze parassitarie, seguire le opportune profilassi ed impedire una diffusione delle uova, già svolta con la regolare rimozione delle deiezioni.
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