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Anche gli animali donano il sangue

Anche gli animali donano il sangue

Nel corso della vita del cane possono verificarsi molte situazioni positive, che si spera essere moltissime, ma anche situazioni mediche che richiedono trasfusioni di sangue.

Possiamo pensare ad un’incidente con una grave emorragia, ma potrebbe anche trattarsi di un intervento chirurgico che richiede l’apporto di sangue per compensare la perdita subita, oppure malattie di diversa natura, dove l’unico modo per mantenere in vita il cane è una trasfusione, come ad esempio l’insorgere di una malattia autoimmune che attacca le componenti del sangue.

Nel rispetto di specifiche condizioni i cani possono essere donatori, prestando attenzione le richieste di donatori sono frequenti e per certi versi il sangue del cane è più versatile di quello umano, il che non significa gestire con leggerezza il processo di donazione e trasfusione.

Il sangue del cane

Il sangue del cane è diverso da quello umano e dal 1910, con l’uso dei cani come modello per le ricerche nell’ambito della medicina trasfusionale, sono stati isolati otto sistemi (antigeni eritrocitari), assimilabili all’equivalente di otto gruppi sanguigni. La loro localizzazione è stata in buona parte determinata dalle distinte reazioni immunologiche nel corso delle trasfusioni, con reazioni che potevano essere immediate o ritardate nel tempo.

I gruppi sanguigni del cane hanno preso la denominazione di DEA (Dog Erythrocyte Antigen), di cui i gruppi 6 e 8 non sono stati isolati in modo sistematico a causa della mancanza di antisieri. Agli otto gruppi se ne è aggiunto uno ulteriore e specifico del Dalmata, tanto da prendere il nome di DAL.

La particolarità nel cane è che gli antigeni dei globuli rossi, che contraddistinguono i gruppi DEA, è il loro modo di ereditarietà genetica, infatti ogni antigene viene ereditato in modo indipendente, tanto che un cane potrebbe essere del gruppo DEA1 negativo e anche del gruppo DEA4 e DEA7 positivo.

Questa miscela può portare, in gravidanza, alla presenza di feti con caratteristiche DEA diverse, tuttavia la femmina non sviluppa antigeni specifici e pertanto problematiche di rigetto nel corso della gravidanza.

Il gruppo DEA1 ha maggiore potere antigenico ed è responsabile delle reazioni acute nei cani DEA1 negativi sensibilizzati da precedenti trasfusioni con sangue DEA1 positivo.

Un cane con gruppo DEA1 negativo è compatibile con sangue negativo, sviluppando reazioni nel caso di trasfusioni con gruppo DEA1 positivo. I cani con gruppo DEA1 positivo possono ricevere anche sangue negativo.

La particolarità è che in caso di urgenza il cane può ricevere per la prima trasfusione qualsiasi tipo di sangue, infatti la reazione nel cane “negativo” si sviluppo in seguito alla trasfusione e diventa un pericolo solo per le trasfusioni successive.

Fonte: Gruppi sanguigni ed emocompatibilità nel cane – Eva Spada, Roberta Perego, Luciana Baggiani, Daniela Proverbio – Associazione Italiana di Medicina Veterinaria Trasfusionale (AIMVET)

Tutti i cani possono donare?

La donazione di sangue è un evento potenzialmente stressante per il cane, non tanto per la perdita di sangue, quanto per le situazioni ambientali dove viene eseguito il prelievo e per il tempo richiesto.

Il riempimento della sacca può richiedere tempi diversi in relazione alla taglia del cane e al punto di prelievo, potremmo avere tempi di 10 minuti con un prelievo nella regione giugulare o anche di oltre un’ora con un prelievo nella regione radiale.

È quindi bene che il cane sia di indole docile e in grado di rimanere “tranquillo” durante il prelievo, deve essere ovviamente in salute e con la dovuta profilassi vaccinale, se è un donatore ufficiale deve anche essere iscritto all’anagrafe canina e dotato di chip. Oltre a questo, il suo peso deve essere superiore ai 25 Kg e deve avere un’età compresa tra i 2 e gli 8 anni.

Cosa succede durante la donazione?

Un attimo di riposo dopo la donazione

Un attimo di riposo dopo la donazione

Il cane viene sottoposto ad una valutazione dell’emocromo per accertarsi che il sangue sia nelle condizioni ideali e non ci siano alterazioni, oltre a valutare la tipizzazione per determinare il gruppo DEA.

Compiuta l’analisi ci si sposta nella saletta di donazione e il cane viene posizionato su un tavolo e sollevato, fondamentale è che si senta sicuro e venga mantenuto tranquillo, la presenza del proprietario è fondamentale. La tensione e l’irrigidimento contribuiscono a comprimere le vene e a ridurre il flusso sanguigno e la velocità di riempimento della sacca.

Viene localizzata la vena e dopo la rimozione del pelo viene inserito l’ago con il tubicino che va a riempire la sacca.

A questo punto tra una coccola e l’altra si attende che la sacca sia piena, per poi uscire e ricompensare il cane con cibo e acqua, magari anche un gioco.

L’amico donatore si riprenderà velocemente, mentre il sangue potrà essere trattato per un futuro impiego oppure infuso direttamente al ricevente.

Dopo questa fatica dovranno  passare quattro mesi prima della successiva donazione.

Il mio cane ha donato sangue?

Nessun trauma e il pelo ricresce

Nessun trauma e il pelo ricresce

In realtà lo ha fatto ed è anche il motivo per cui ho deciso di contribuire con questo breve articolo. Come umano mi è preclusa la possibilità di donare sangue, ma quando si è presentata una situazione di urgenza che richiedeva sangue, da parte di un cane DEA positivo, ho rapidamente pensato allo stato di salute di uno dei miei cani, alla sua indole e immediatamente ho dato la nostra disponibilità.

La sessione di donazione è stata lunga, ma il mio amico è atteso pazientemente che l’operazione si concludesse, per poi uscire e raggiungere l’assistente che lo attendeva con le mani piene di croccantini.

Abbiamo atteso una decina di minuti presso la clinica per essere certi che stesse bene, quindi a casa e giornata di stravizzi per lui.

Tra qualche mese saremo pronti per un’altra esperienza, uso il plurale perché si tratta di un’esperienza faticosa per entrambi, ma che fa sentire meglio.

Non perdere questa occasione!

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