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A passeggio con l'amico cane

A passeggio con l’amico cane

Non si tratta di una domanda semplice e credo di non essere pienamente qualificato per dare una risposta, tuttavia come essere senziente ho delle mie idee sviluppate vivendo con i cani e avendo seguito diversi percorsi formativi.

La mia riflessione nasce da un evento accaduto in questi giorni e che mi ha obbligato ad agire per mantenere in sicurezza il mio cane, un pastore tedesco fuggito, i passanti e me stesso.

Il tutto è legato al fatto che il pastore tedesco in questione è ancora giovane, di taglia medio-grande e poco gestibile, non per colpa sua, la sua indole è molto sottomessa e docile. L’animale è condotto da una brava persona, ma che per una serie di limitazioni fisiche, ha delle oggettive difficoltà nella sua gestione, tra cui la mancanza di forza.

Prima di descrivere i fatti dico subito una cosa importante, toglierei il cane a questa persona? No, non lo farei.

Il mio giovane amico cane

Cane selvatico africano

Cane selvatico africano

È importante aprire una parentesi sul cane che si trovava con me, si tratta di un meticcio costituito dalla somma di diversi incroci di meticci, infatti è un cane catturato in un bosco e sottratto alla madre in giovanissima età.

Il suo gruppo di origine non aveva contatti con l’uomo e per lui l’uomo è un qualcosa di non ben definito che cammina su due gambe invece che su quattro, dal quale è meglio stare alla larga. Nella sua indole di selvatico approccia annusando il sedere, anche dell’uomo, e ne resta deluso non trovando le informazioni che si aspetta.

Dopo due anni di lavoro ha superato moltissime delle sue problematiche, accettando il contatto umano e parte delle dinamiche che ne derivano, tuttavia il suo livello di fiducia è molto labile, basta una grave esperienza negativa per farlo regredire. Il quotidiano urbano è per lui un fastidio, mentre si trasforma quando si trova in un ambiente boscoso reale, non un parco cittadino.

Questo comporta che le uscite urbane con lui sono molto prudenti, non protettive, ma tali da evitare che venga avvicinato in modo troppo brusco da esseri umani spinti ad accarezzarlo o da altri cani che tentato approcci frontali diretti.

In una normale dinamica di passeggiata è un cane come gli altri.

Vediamo cosa è successo

Durante una delle passeggiate sono stato raggiunto da un pastore tedesco, che avvistato il mio cane al guinzaglio sull’altro lato della strada, è sfuggito al controllo del suo conduttore per raggiungerlo e giocare, il suo intento era quello visto che i due cani si conoscono. Per compiere questa azione il pastore tedesco, che era al guinzaglio, ha attraversato la strada in un orario di alto traffico, dove la strada si piega in un’ampia curva che non permette una chiara visuale ai veicoli, rischiando pertanto di essere travolto.

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La mia attenzione è stata richiamata dalle urla del conduttore del pastore tedesco, in realtà strilli privi di ogni utilità per il controllo del cane, che aveva superato metà dell’attraversamento portando il mio cane in uno stato di agitazione accresciuto dalle urla dell’altra persona.

Trovandomi su un marciapiede stretto ho dovuto agire per mantenere sotto controllo il mio cane, che tentava la fuga (movimenti lenti, voce calma), e cercare di raggiungere una delle cinghie della pettorina del pastore tedesco, per evitare che potesse finire in strada, trattandosi di una pettorina easywalker non rendeva facilmente accessibile il guinzaglio. In questi rapidi passaggi sono stato ovviamente travolto dai due animali rischiando di cadere di faccia sul muretto di recinzione del condominio, con persone che cercavano di passare ritenendo che entrambi i cani fossero miei, il rispondere a tono non era la cosa migliore, avrei solo perso tempo e agitato i cani.

Per una serie positiva di circostanze sono riuscito a calmare entrambi i cani e a consegnare il pastore tedesco al suo conduttore, ma la calma è durata pochi secondi, il cane è sfuggito di nuovo al controllo, solo che questa volta si è fermato in strada richiamando il mio cane con abbai di invito. Conoscendo l’animale sono riuscito a chiamarlo e farlo sedere ai miei piedi, per poi riportarlo al suo conduttore.

La passeggiata si è conclusa con diversi pedoni irritati, con me e non con il conduttore dell’altro cane, il mio cane intimorito dalle stranezze del mondo umano, è un pastore tedesco che domani potrebbe ripetere il medesimo comportamento.

Quando si prende un cane …

La passione per i cani è qualcosa di stupendo, tuttavia quando si prende un cane è importante anche valutare la propria capacità di gestirlo, considerando anche le proprie limitazioni e disponibilità di tempo.

Il volere a tutti i costi un cane cucciolo di taglia grande deve far pensare a cosa si è poi in grado di fare, seguire un cucciolo richiede più lavoro che seguire un cane adulto.

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Il cucciolo deve imparare tutto, compreso a muoversi nel mondo, che è l’aspetto più complesso e più importante della sua vita.

In aggiunta se non si è fisicamente nelle condizioni di reggere un carico di trazione di pochi grammi, il cane grosso e cucciolo non è forse la scelta migliore, a meno che non si sia nelle condizioni di seguire con impegno un percorso di formazione insieme, in modo da sapere come gestirlo e da permettergli di comprendere come muoversi durante le uscite, così da avere la certezza che non possa scappare strattonando o andare in ipereccitazione facendo cadere il conduttore o altre persone.

Considerando che le limitazioni fisiche non devono essere un impedimento per avere un amico cane, è importante disporre di segnali di comunicazione verbale che l’animale comprenda senza far confusione, così da permettigli di muoversi in libertà negli spazi aperti e permetta al suo conduttore di chiamarlo senza il rischio che non torni, anche se eccitato o in altri stati. Anche questo aspetto passa da un percorso di affiancamento con personale cinofilo esperto, in questo frangente i consigli dei conoscenti che hanno cani da vent’anni possono essere un rischio per la propria sopravvivenza.

Non si può certo pensare di fare una lezione al mese in un’area cani, con un soggetto che dichiara che l’ultima lezione va fatta esattamente il giorno del compimento del primo anno del cane, in modo da fissare la formazione data, un’affermazione reale e non una semplice citazione editoriale.

Come vivo con i miei cani?

Appaio così, ma non è detto che sia cattivo

Appaio così, ma non è detto che sia cattivo

I miei cani non sono perfetti e ogni giorno impariamo insieme qualcosa di nuovo, quando esco ogni giorno la mia preoccupazione non è cosa potrebbe fare il mio cane, ma semplicemente mi chiedo chi incontrerò.

Uscendo di casa incappo in cani senza guinzaglio, che è obbligatorio per legge a prescindere dalla taglia, e che essendo liberi fanno marcatura dove capita, compresi i vialetti condominiali. Per un cane che esce di casa trovare la marcatura di un altro cane è di fondo una violazione del territorio e questa situazione genera una certa tensione, oltre al fatto che trovare marcature e feci sull’uscio di casa non è cosa gradita da nessuno.

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Arrivati sul marciapiede il cane libero spesso sfila di lato, ignorato dai miei, in altri casi basta una leggera esibizione di denti o uno sguardo diretto per innescare una reazione, che io posso controllare, ma il conduttore del cane libero non è in grado di fare e talvolta nemmeno ci pensa a farlo.

Arrivati negli spazi dove è possibile lasciare liberi i propri amici si incappa in persone che parlano tra loro, mentre i cani si dedicano alle proprie attività senza alcun controllo, tanto che quando si innescano dinamiche rischiose non resta che rimboccarsi le maniche e fare tutto da soli, gestendo anche i cani degli altri.

Le competenze di comunicazione non sempre sono delle migliori, spesso derivano da credenze popolari, che nulla hanno a che spartire con l’etologia del cane e la sua comunicazione. In diverse occasioni mi è capitato di vedere cani giocare in modo molto attivo, corpo a corpo, ma restando nel gioco, con uno dei conduttori che si lancia urlando con il guinzaglio umano che viene calato sui cani per dividerli. Il risultato è che il gioco si trasforma in rissa.

Nella zona in cui vivo i casi di aggressioni tra cani in spazi di sgambamento sono molto frequenti e con conseguenze serie, tutte legate a dinamiche di gestione scorrette da parte dei conduttori.

Se vi trovate in quello che ho scritto condividete questo articolo, altrimenti ricordate che sono solo considerazioni personali del mondo.

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