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Nuovo agente Datto RMM e vecchia istanza nel cloud

Agganciare il nuovo agente Datto RMM alla vecchia istanza nel cloud.
Installare e rimuovere programmi da un computer è un’operazione abbastanza ricorrente, può di conseguenza capitare la necessità di rimuovere l’agente di Datto RMM in modo completo per poi installarlo nuovamente subito dopo.
Le motivazioni di tale operazione possono essere molteplici, da un malfunzionamento dell’agente alla volontà di voler ripulire completamente i contenuti di anni di operazioni.
Rimuovere e installare l’agente di Datto RMM è un’operazione molto semplice, diverso è volerlo nuovamente installare senza perdere le informazioni già acquisite dal cloud.
Per quanto possa sembrare complesso, anche questo passaggio è molto semplice.
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Per quale ragione abbiamo rimosso l’agente
Potremmo dire che sono affari nostri, ma a questo punto non avrebbe senso scrivere questo contenuto.
Le ultime due situazioni sono quelle più diverse tra loro e che ci hanno portato alla decisione di installare nuovamente l’agente in modo pulito, partendo già dall’idea di riagganciare l’istanza nel cloud.
Il primo caso è quello di un computer di sviluppo, dove vengono testati molti componenti di Datto RMM da noi realizzati. L’agente di quel computer aveva un’età di installazione di oltre quattro anni, con un contenuto del percorso c:\programData\Centrastage di circa 2,3 Giga Bytes, decisamente troppo. Negli anni trascorsi sono passati molti aggiornamenti dell’agente e molti test.
Quando hanno iniziato a presentarsi delle anomalie di aggiornamento nella dashboard la decisione è stata quella di pulire l’agente e non investire tempo nel trovare una soluzione meno drastica.
La necessità della sicurezza di accesso si perde nel tempo

La password protegge la tua vita digitale come la cassaforte difende i tuoi oggetti importanti.
Le violazioni informatiche sono un elemento costante ed in continua attuazione nel corso del quotidiano, focalizzandosi in modo specifico sul punto più vulnerabile della catena di autenticazione: la Persona
A determinare la sicurezza di accesso ad un sistema informatico è l’essere umano, non la macchina; infatti, spetta ai soggetti biologici a base carbonio decidere quali tipi di password e meccanismi di protezione attuare.
Più la persona è debole nelle sue scelte, più gli accessi ai prodotti da lei usati sono deboli e raggirabili.
Il tema della sicurezza si perde oltre il XIX secolo, con la realizzazione di contenitori blindati dotati di un meccanismo a combinazione per aprirne la porta e dare accesso agli oggetti contenuti: stiamo parlando delle casseforti.
La volontà di proteggere le proprietà da furti era molto forte, tanto da spingere alla realizzazione di casseforti sempre più sicure, ancora prima dell’arrivo dei computer e delle password.
Apparentemente l’evoluzione umana nella tutela dei propri beni non si è evoluta di pari passo, quanto meno quando si parla di strumenti informatici.
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Casseforti e password
Le password per sistemi informatici e le casseforti con combinazione numerica sono concepite per scopi diversi. Le password proteggono l’accesso ai dati digitali, mentre le casseforti proteggono gli oggetti fisici. Entrambe richiedono una sequenza corretta per l’accesso, ma sono applicate in contesti molto diversi. La gestione sicura… Continua a leggere→
Un RMM deve lavorare per noi e non farci correre di più

Automatizzare la gestione dei sistemi informatici per lavorare meglio.
La gestione di un sistema informativo aziendale è in grande misura costituita dall’esecuzione di operazioni ripetute allo sfinimento su ogni singolo computer presente nella rete, operazioni svolte per l’installazione dei software di base utilizzati o per l’applicazione di specifiche configurazioni su tutti i computer o su computer specifici, e quindi non uguali tra loro.
L’esecuzione ripetuta, anche a distanza di tempo, di comandi sempre uguali, porta ad un calo di attenzione nelle azioni svolte, le operazioni eseguite diventano sempre più automatizzate dal sistema nervoso centrale e il cervello è impegnato a pensare ad altre cose, questo calo avviene in modo inconsapevole e pertanto rappresenta un grande rischio.
Questa perdita di attenzione si trasforma sempre di più in un rischio di errori, causati per una spunta saltata o perché la configurazione da applicare è cambiata con l’aggiornamento del programma da installare.
La domanda che talvolta mi pongo, vedendo quando mi circonda, è perché perdere tempo per eseguire delle routine che potrebbero essere svolte da un robot (che rispetti le tre leggi della robotica).
L’uso del RMM è spesso trascurato
Nel mondo degli MSP (Managed Service Provider) hanno da anni fatto la loro comparsa gli RMM (Remote Monitoring and Management), delle piattaforme software nate per controllare in tempo reale i dispositivi e per compiere delle azioni su di essi in modo automatico o semi-automatico.
Spesso questi potenti strumenti sono impiegati per svolgere un numero limitato di operazioni,… Continua a leggere→
Il disco è pieno e non sono solo i file temporanei

I luoghi segreti che contribuiscono a riempire il disco.
Rientra nella normalità delle cose che il disco del computer gradualmente si riempia; tuttavia, non succede solo a causa del numero dei file che aumenta, esistono infatti altri fattori, alcuni dipendenti dall’azione umana e alcuni legati al funzionamento del sistema operativo e dei programmi.
L’aumento di occupazione del disco può arrivare a livelli di rischio, vicini alla soglia di riempimento, in particolare negli ultimi anni, dove molti portatili nascono con un disco dedicato ai dati e uno decisamente piccolo, a stato solido, dedicato al sistema operativo e ai profili.
Chi sa come muoversi si fa un giro di pulizia delle cache internet e dei vari file temporanei e qualcuno si affida ad applicazione costruite allo scopo, come CCleaner. Questa vecchia linea di azione spesso non è più sufficiente.
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Il disco è pieno e non si capisce la causa
Con computer in uso da molto tempo, talvolta anche da poco, la classica pulizia dei file temporanei, delle cache e del cestino si dimostra insufficiente, a maggior ragione se la pulizia di questi elementi è stata affidata al sistema di pulizia automatica del sistema operativo (Sensore di Memoria), con le ultime build di Microsoft Windows 10 è disponibile questa pratica funzionalità.
Nel nostro caso abbiamo delle procedure automatiche eseguite periodicamente, o in reazione ad allarmi di spazio, da parte del sistema RMM (Remote monitoring and management).
L’utilizzo sistemico… Continua a leggere→
Spesso spendere di più porta a risparmiare

Un costo iniziale più alto può nascondere un notevole risparmio nel corso del tempo.
Questa volta nulla di tecnico, semplicemente una riflessione sulle scelte che si compiono quando si valuta un acquisto, mettendo su un piatto della bilancia il prodotto e le sue caratteristiche e sull’altro il costo, per questa riflessione prenderò in considerazione gli aspira polvere.
A volte mi trovo, accidentalmente, a valutare alcuni miei acquisti del passato con quelli compiuti da persone che conosco, per il medesimo prodotto. Dopo questi scambi di opinioni è inevitabile riflettere sul fatto se quanto investito in quelle situazioni è stata una giusta scelta oppure una perdita economica.
Ogni giorno, in ogni acquisto, affrontiamo l’aspetto economico, in molti casi ci sono degli articoli minori, che pur valendo poco, costano anche molto meno, in tal caso lo spendere pochissimo per un articolo che dura meno di un anno può anche essere una scelta giusta, ma per il semplice fatto che si tratta di oggetti il cui impiego è limitato, quindi un costo molto basso giustifica anche un guasto prematuro.
L’idea dello spendere poco a prescindere non è tuttavia applicabile a tutto; infatti, ci sono elementi fondamentali che hanno un ruolo importante e che comunque siano hanno anche un costo di un certo peso. In questo caso è bene considerare che forse spendere qualcosa di più permette di avere una soluzione che durerà per molti anni e senza problemi di varia natura o il rischio di dover fare un nuovo… Continua a leggere→