La FDA-USA analizza l’aumento di casi di cardiomiopatia dilatativa nei cani

Dieta e cardiomiopatia dilatativa
A giugno del 2018 la FDA statunitense (Food and Drug Administration) ha lanciato un allarme sull’aumento del numero di casi di cardiomiopatia dilatativa nei cani, causata dalla carenza di taurina nell’alimentazione, in seguito a questa situazione ha portato l’attenzione sui cibi per cani, che sembrano favorire questa deficienza cardiaca.
I marchi e tipologie evidenziate coprono il territorio statunitense, non è chiaro se in ambito europeo non sussista la situazione, a causa di una maggiore attenzione nella cura dell’alimentazione cinofila, o non siano state svolte delle indagini statistiche di correlazione tra la malattia e l’alimentazione.
Andremo a vedere cosa FDA sta evidenziando nelle sue valutazioni e di conseguenza come possiamo migliorare l’alimentazione che forniamo ai nostri amici cani, sempre in un’ottica di analisi statunitense.
Le situazioni esplorate non costituiscono ancora una prova certa che questa malattia cardiaca sia innescata da problematiche di alimentazione, quindi è bene non dare il via ad una caccia alle streghe, in ogni caso aver cura della dieta del nostro amico cane è una cosa importante e se si è in difficoltà è possibile ricorrere a nutrizionisti specializzati per avere le opportune indicazioni, in particolari con soggetti che presentano problematiche di salute.
Cosa è la cardiomiopatia dilatativa
Si tratta di una patologia degenerativa del cuore, che ne causa la dilatazione e la grave incapacità di contrarsi, riducendo la sua capacità di pompare il sangue attraverso il corpo.
Colpisce tipicamente i cani anziani di grossa taglia e può essere di origine genetica, legata a carenze dietetiche, a situazioni autoimmuni, endocrine e tossiche. Le razze più soggette sono il Dobermann, il Terranova, l’Irish Wolfhound e l’Alano.
Al suo insorgere può essere caratterizzata da una forma occulta, che non presenta sintomi evidenti, ad eccezioni di aritmie, tipiche nell’alano, riscontrabili con un elettrocardiogramma o con il decesso per aritmia.
Con il progredire di questa situazione si genera un’insufficienza cardiaca congestizia. I primi segni della DCM possono includere letargia, tosse persistente, difficoltà respiratorie, debolezza o perdita di appetito.
La cardiomiopatia dilatativa è una patologia progressiva, quindi i farmaci che si utilizzano servono soltanto per alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita.
Cosa ha evidenziato la Food and Drug Administration
Dallo scorso anno FDA sta studiando il legame tra le diete prive di cereali e la cardiomiopatia dilatativa (DCM) nei cani, questo a causa dell’aumento del numero di cani a cui è stata diagnosticata questa condizione, circa 500 in un campione ristretto.
Nei cani segnalati si è riscontrata un’alimentazione a base di crocchette prive di cereali con ingredienti come legumi e patate, e sebbene non ci siano prove conclusive di una relazione causale, la FDA vuole indagare sulla correlazione. In aggiunta le diete a base di crocchette erano prive di variazioni e integrazioni atte a dare migliori e più complete basi nutrizionali.
Al momento non sono disponibili informazioni conclusive, considerando la difficoltà di dimostrare la relazione di causa-effetto.
La FDA ha dichiarato di non sapere perché alcune diete possano avere un legame con la DCM in alcuni cani, tuttavia esistono evidenze che suggeriscono che le diete povere di carne possono portare a malattie cardiache.
Come mantenere disponibile la taurina
È conclamato che la carenza di taurina può causare la DCM, infatti molti cani ammalati rispondono positivamente alla somministrazione di taurina, anche se non sembrano esserne deficitari. In passato si affermava che le crocchette con scarso contenuto di carne potevano portare alla DCM, è importante ricordare che né i cereali né i legumi contengono taurina.
La taurina è un aminoacido che si trova esclusivamente nella carne e non è considerata una sostanza nutritiva essenziale per i cani, perché sono in grado di sintetizzarla da altri aminoacidi, cistina e metionina, che sono presenti in una dieta di alta qualità, a rotazione.
In molti dei casi segnalati i cani erano alimentati con crocchette senza cereali e con aggiunta di patate e legumi, come i piselli, ceci e lenticchie. Al momento non ci sono dati conclusivi che dimostrino che legumi o diete prive di cereali causino DCM nei cani. Mentre la FDA ha notato diverse centinaia di casi che non sembrano essere collegati alla predisposizione genetica, ci sono anche milioni di cani che mangiano diete prive di cereali negli Stati Uniti senza effetti negativi.
I cereali non contengono taurina, ma contengono gli aminoacidi precursori della taurina, cistina e metionina. La taurina si trova solo nelle proteine animali come carne, uova e latticini.
La maggior parte dei cani è in grado di sintetizzare tutta la taurina di cui ha bisogno dai precursori, tuttavia alimenti come cuore e fegato crudi o liofilizzati, l’aggiunta di carne surgelata cruda, carne cruda liofilizzata, cibi in scatola a base di carne o carne leggermente cotta alla dieta aumentano i livelli di taurina.
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