L’uva e i reni del cane

Uva e cane sono un pessimo abbinamento
Ci troviamo frequentemente ad avere crisi di ansia quando pensiamo che il nostro amico cane abbia ingerito dell’uva o dell’uva passa, la situazione è causata dal fatto che l’uva è associata all’insufficienza renale, infatti un numero sempre maggiore di cani che ingeriscono questi frutti incappano in gravi problemi renali o nel decesso.
È anche reale la situazione in cui alcuni cani mangiano uve in modo spudorato e non manifestano alcun sintomo.
In ogni caso, il numero di casi identificati di malattia o morte nei cani dopo aver mangiato uva o uva passa è in aumento.
Oggi vediamo cosa dicono nell’ambiente veterinario statunitense.
Non è noto perché molti cani la possano ingerire senza problemi, mentre altri sviluppano l’insufficienza renale dopo l’ingestione. La situazione non è stata riprodotta sperimentalmente, anche se gli estratti di uva passa hanno dimostrato di causare danni alle cellule renali dei cani in vitro.
La scoperta che uva, uva passa e ribes possono causare insufficienza renale nei cani è abbastanza recente., quello che non è chiaro è se si tratti di una nuova predisposizione nel cane oppure se la tossicità sia stata riconosciuta dopo la creazione di un database informatico sulle tossicità, circa 25 anni fa.
La comparsa di insufficienza renale anurica, ovvero con interruzione delle funzioni renali e della diuresi, in seguito ad ingestione di uve si è manifestata solo nei cani. Esistono delle segnalazioni non documentate di casi nei gatti e nei furetti.
Quali sono le ragioni dell’avvelenamento?
L’avvelenamento si è manifestato con le uve in diversi stati e di diverso tipo. Uve senza semi o con semi, uve commerciali o nostrane, uve rosse o verdi, uve biologiche o non biologiche e anche con le pigiature delle cantine. Gli alimenti che contengono uva, uva passa e ribes (come cereali all’uvetta, crostata, granola, prodotti da forno) sono tutte potenziali fonti di veleno.
Di fatto il meccanismo di tossicità non è noto, i cani colpiti sviluppano l’insufficienza renale entro 72 ore dall’ingestione di uva o uva passa. Non è stata determinata la quantità di uva che causa la reazione, nel corso di interventi di soccorso è emerso che 4-5 acini abbiano causato la morte di un cane di circa 8 kg.
Alcuni ricercatori sospettano che una causa possa essere una micotossina, in sostanza un fungo o una muffa, mentre alcuni sospettano che nell’uva si possa trovare naturalmente un farmaco salicilato, simile all’aspirina, con riduzione del flusso sanguigno ai reni. Tuttavia, non è stato identificato alcun agente tossico.
Come si manifesta l’avvelenamento e cosa fare?
La maggior parte dei cani affetti sviluppa vomito e/o diarrea entro 6-12 ore dall’ingestione, altri segni sono letargia, anoressia, dolore addominale, debolezza, disidratazione, sete intensa e brividi.
I segni più gravi si manifestano dopo 24-48 ore e spesso dopo l’insorgere dell’insufficienza renale acuta.
L’insufficienza renale si sviluppa entro 24-72 ore; una volta che si sviluppa un’insufficienza renale anurica, la maggior parte dei cani muore o viene soppressa.
Se si sospetta che il cane abbia ingerito dell’uva è opportuno contattare immediatamente il veterinario e non perdere tempo in altre azioni, le tante incognite su questa forma di avvelenamento suggeriscono di non correre rischi, prima viene trattato e maggiori sono le probabilità di ripresa. Per questo avvelenamento non esiste un antidoto.
Se, invece, vediamo il cane mangiare uva o ne siamo certi nell’immediato è possibile procedere con una rapida decontaminazione, che consiste nel far rigettare il cane, a tale scopo è possibile usare del perossido di idrogeno al 3% (acqua ossigenata) in un dosaggio di 2 ml per chilo, senza superare i 45 ml. La somministrazione può avvenire con una siringa, senza ago, posizionata nella bocca del cane, magari sporcata con qualcosa di gustoso, la pressione dello stantuffo deve essere graduale, un getto forte potrebbe arrecare danni o veicolare il liquido nei polmoni.
Dopo che il cane ha vomitato è comunque utile recarsi dal veterinario per un controllo o per altri trattamenti.
Dopo l’avvelenamento?
L’evoluzione dopo l’avvelenamento è condizionata da molti fattori, tra cui la gravità dell’avvelenamento e la velocità con cui il cane è stato decontaminato, se l’insufficienza renale è già comparsa e quando è iniziato il trattamento e se i segni clinici e i valori renali sono migliorati una volta iniziato il trattamento.
Se il quantitativo di uva ingerita, in relazione alla taglia del cane, è basso ed il cane è stato subito assistito, la prognosi è eccellente, tuttavia se i reni sono danneggiati e non viene prodotta urina, la prognosi è negativa e la probabilità di morte è alta.
Allora panico?!
Il panico è un cattivo consigliere e porta a compiere tragici errori. Ho vissuto personalmente, con uno dei miei cani, questa situazione, ha ingoiato due acini di uva caduti accidentalmente a terra. All’epoca del fatto pesava circa 25 kg.
Era sera, quindi avremmo dovuto raggiungere la clinica veterinaria, ma viste le tempistiche abbiamo provveduto con una prima somministrazione di perossido di idrogeno, di solito divido il dosaggio in tre somministrazioni, visto che l’effetto emetico è molto forte.
Il cane ha rimesso in pochissimi secondi qualsiasi cosa presente nello stomaco, anche la cena, e i due acini erano ancora intatti, in quanto non masticati.
Considerando la bassa quantità di uva in relazione al peso del cane e il fatto che gli acini erano interi, non abbiamo proceduto con il trasporto in clinica e non ci sono stati sviluppi, a distanza di quasi due anni il cane sta bene e i suoi reni anche.
Se il quantitativo fosse stato maggiore e gli acini masticati allora sarei andato immediatamente in clinica avvisando preventivamente dell’arrivo.
Fonti
Sharon M. Gwaltney-Brant , DVM, PhD, DABVT, DABT, Università dell’Illinois
Ahna Brutlag, DVM, MS, DABT, DABVT, Direttore associato dei servizi veterinari, Helpline sul veleno per animali domestici
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