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Le aree cani non sempre sono a misura di cane

Le aree cani non sempre sono a misura di cane

Nominare le aree cani equivale a farsi odiare dalla maggior parte di istruttori ed educatori cinofili, in effetti non mi sento di dar loro torto, non le apprezzo molto nemmeno io.

Ci sono tuttavia delle situazioni in cui possono avere una loro utilità, per avere uno spazio dove far volare i cani quando il meteo e le contingenze quotidiani non permettono di andare nel bosco e di intraprendere le varie attività cinofile giornaliere.

In questo articolo non voglio chiamare in causa le varie correnti di pensiero su questi luoghi, ma intendo analizzare la loro architettura e cosa accade nel binomio uomo-cane durante la permanenza.

Perché non amo le aree cani

Avevo scritto che non mi sarei soffermato sulle valutazioni dei benefici per l’amico cane, ho mentito, ma non posso esimermi da esprimere il perché non le amo, anche se mi trovo ad andarci di tanto in tanto.

Non sono un educatore cinofilo, tuttavia ne ho conosciuti e ne conosco molti, con cui condivido il loro cane-pensiero, ovvero che a conti fatti le aree cani non sono poi un paradiso per i quattro zampe bau.

Avete mai provato ad entrare in un bagno pubblico che non viene pulito da settimane?

L’esperienza non è piacevole e porta il nostro organismo a reagire con ribrezzo e anche con conati, spingendoci ad abbandonare il posto.

Per gli amici cani gli odori forti non sono un problema, anzi più puzza meglio è, tuttavia il problema sono quegli elementi chimici che pervadono il terreno dell’area cani, anche dopo l’annaffiatura automatica, se esiste.

In queste aree gli amici cani rilasciano la loro urina e con essa feromoni e tanto altro, quando varchiamo il cancello per loro è come sentire una folla di persona che urla il proprio nome e con insistenza racconta la propria storia, da mal di testa, vero?

Tutto questo caos, olfattivo, crea comportamenti diversi a seconda del cane, potremmo avere soggetti nervosi che cercano di dimostrare la propria dominanza, altri che marcano insistentemente, altri ancora che intimoriti non si allontanano dai nostri piedi, oppure che vagano tutto il tempo con il naso a terra. Potrei continuare all’infinito.

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Un’altra cosa che dimentichiamo è che poco spazio corrisponde a pochi cani, spesso vediamo densità di un cane per metro quadro, con i proprietari convinti che gli animali si stiano divertendo, non sempre è così.

Nelle ultime settimane mi trovo a frequentare un’area cani, purtroppo, fortunatamente è poco frequentata e raramente ci coesistono tre cani, anche perché viste le dimensioni in quattro sarebbero tanti. Per quanto stia piovendo ogni giorno e le marcature siano limitate, il comportamento dei miei cani è diverso rispetto a quello che hanno in bosco, dove esplorano osservando e annusando, mentre nell’area trascorrono il grosso del tempo annusando e cercando di capire cosa c’è oltre il cancello.

Considerando che non le amo, non ci dovrei andare, ma come scrivevo esistono delle condizioni in cui ci si arrende alla necessità, meglio un pezzo di erba liberi che un mezzo metro di marciapiede al guinzaglio, magari se in quel pezzo d’erba si riesce anche a fare qualcosa con i propri cani, in modo da impegnarli mentalmente e fisicamente.

Per chi sono progettate le aree cani?

Interagire con il cane è la migliore esperienza

Interagire con il cane è la migliore esperienza

Lo dice il nome, per i cani, ma ne siamo sicuri?

In alcune aree si trovano installati dei giochi, concepiti per fare quell’attività che si chiama mobility, tuttavia anche questa attività giocosa ha delle regole. Alcuni attrezzi di mobility se usati senza criteri possono arrecare danni al cane.

Difficilmente un attrezzo di questo tipo porta a ferite fisiche, mi è capitato tuttavia di vedere installate anche delle bascule, dove il proprietario cerca di far salire il cane, magari stimolandolo, e quando la bascula si inclina rapidamente il cane entra in panico per non avvicinarcisi più. Poi la bascula ritorna in posizione, spesso con un rumore secco, che spaventa i cani vicini.

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La situazione veramente anomala è la presenza di panchine, di recinti in legno per tenere i vasi di fiori e di altri abbellimenti, che servono alle persone, ma che per i cani sono solo un impedimento.

Le panchine sono ancorate al terreno e il cane in corsa, in un momento di distrazione, può andarci a sbattere con gravi conseguenze, come lesioni al torace; trauma cranico o fratture alle zampe. Consideriamo che un Border Collie in forma, alla sua punta di velocità, può raggiungere i 45 chilometri orari.

La panchina diventa anche il luogo dove la parte umana del binomio si accomoda a svolgere diverse attività, come leggere il giornale, chattare al telefono o parlare. L’assenza di una comoda seduta potrebbe rafforzare il legame con l’amico a quattro zampe, oltre ad evitare incidenti.

La presenza del recintino per i fiori costituisce a sua volta un impedimento nella corsa dei cani, sono spesso bassi, tanto che un recinto di un metro e mezzo di lato i miei cani lo saltano, tuttavia faccio in modo che non si avvicinino. Un salto repentino potrebbe causare la caduta del cane, in velocità, nel reticolo di legno all’interno, o semplicemente potrebbero urtare contro le pareti ferendosi. A questo si aggiunge il fatto che questi oggetti di legno sono sempre montati usando lunghi chiodi, che con le intemperie; gli urti e gli atti vandalici finiscono esposti arrugginendosi. Per il tetano nel cane non esiste un vaccino e una cura.

Come dovrebbe essere l’area cani?

Premesso che questo è un mio punto di vista, non condivisibile da tutti, la mia visione di area cani è quella di uno spazio, molto spazioso, che contiene solo elementi naturali (cespugli, alberi, erba) che possono essere graditi al cane. Quanto invece è gradito all’uomo non è necessario.

I cani devono essere pochi, il loro numero deve essere proporzionato con lo spazio disponibile, per permettere la deambulazione evitando il contatto diretto, i cani sono propensi alla discussione e in particolare se costretti a stare vicini a soggetti con cui non corre buon sangue, verrebbe da dire che hanno preso dall’uomo.

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Ogni umano che conduce il proprio compagno cane dovrebbe rivolgere la sua attenzione a lui e non focalizzarsi su un altro due zampe, lasciando il cane al suo destino, l’uscita con il cane deve essere un momento di condivisione dedicato all’amico a quattro zampe.

Concludendo

Mi spiace per chi si è irritato leggendo queste mie parole, come ho detto si tratta di una mia visione, quindi può non essere condivisa, anche se vi invito a pensare a quanto ho riportato e a confrontarlo con quanto vivete quotidianamente con il vostro amico cane.

Su alcune considerazioni ho umanizzato molto le azioni del cane, gli educatori e gli istruttori mi staranno insultando, ma siamo umani e capiamo meglio il nostro linguaggio emotivo rispetto a quello preciso e funzionale dei cani.

Se qualcuno ha chiesto i permessi per realizzare un’area cani, potrebbe valutare di farla a misura di cane e solo di cane.

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