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Processionaria del pino
Processionaria del pino
Nido della processionaria del pino
Nido della processionaria del pino
Trappola da tronco per la processionaria
Trappola da tronco per la processionaria

Il bruco della processionaria è così chiamato per la sua caratteristica di procedere l’uno accodato all’altro in una lunga processione, grazie ad una scia di feromoni depositata per permettere il ritorno al nido.

I bruchi vivono all’interno di sacche appese ai rami degli alberi di pino o di quercia, dove fanno ritorno dopo aver banchettato al suolo. La tipologia di albero “bersaglio” è anche legata alle aree geografiche.

Possiamo trovare la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) e la processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea).

Il loro numero e tempo di permanenza aumenta ogni anno grazie alle temperature sempre più favorevoli e in particolare agli inverni sempre più miti, infatti sotto i 10 gradi non sono attive e perdono di vitalità sopra i 20 gradi. In condizioni ideali la loro muta si completa nel mese di luglio, riducendone il numero.

I bruchi, che misurano 2-3 cm, marciano in lunghe processioni verso le cime degli alberi di notte e possono rovinare le querce mentre banchettano con le giovani foglie, in alternativa si nutrono anche degli aghi di pino al suolo.

Un bruco maturo ha fino a 700.000 peli, che possono essere diffusi dal vento, per subirne gli effetti è sufficiente entrare in contatto con la peluria al suolo o in sospensione nel vento, non è necessario entrare in contatto con il bruco.

La processionaria ha pochi predatori, anche gli uccelli la mangiano raramente a… Continua a leggere

Topo avvelenato

Topo avvelenato

È noto a tutti che il veleno per topi è pericoloso o letale per qualsiasi forma vivente, parliamo di un veleno, ovvero di un prodotto specificatamente creato per uccidere i roditori, tuttavia può uccidere anche i nostri amici cani e gatti.

Per quanto letale anche per i gatti, i cani lo ingeriscono con maggiore facilità, questo a causa del gusto particolarmente allettante per loro, anche una piccola quantità può essere sufficiente ad uccidere.

È pertanto inutile dire che è bene evitare che i cani entrino in contatto con il veleno per topi, direi in generale che è meglio che nessun animale ne entri in contatto, senza distinzioni.

Cerchiamo di capire di cosa si tratta, per farlo mi appoggio, come spesso accade, alla lettura anglofona.

Il veleno per topi

Le tipologie di veleno sono diverse e con diversi principi attivi, che ne variano anche la tossicità e gli effetti, ne consegue che anche i dosaggi utilizzati sono diversi e anche il modo e il tempo in cui l’avvelenamento si manifesta. L’elemento certo di questi prodotti è che non esiste un veleno per topi che sia sicuro per i cani.

Per attirare i roditori ha una componente a base di grano o zucchero, che purtroppo non attira solo i topi, ma anche altri animali, tra cui cani e gatti. Per complicare ulteriormente l’identificazione può essere di diverse forme e colori, che non caratterizzano il principio attivo, è puramente una questione di usabilità e design.

Per… Continua a leggere

Uva e cane sono un pessimo abbinamento

Uva e cane sono un pessimo abbinamento

Ci troviamo frequentemente ad avere crisi di ansia quando pensiamo che il nostro amico cane abbia ingerito dell’uva o dell’uva passa, la situazione è causata dal fatto che l’uva è associata all’insufficienza renale, infatti un numero sempre maggiore di cani che ingeriscono questi frutti incappano in gravi problemi renali o nel decesso.

È anche reale la situazione in cui alcuni cani mangiano uve in modo spudorato e non manifestano alcun sintomo.

In ogni caso, il numero di casi identificati di malattia o morte nei cani dopo aver mangiato uva o uva passa è in aumento.

Oggi vediamo cosa dicono nell’ambiente veterinario statunitense.

Non è noto perché molti cani la possano ingerire senza problemi, mentre altri sviluppano l’insufficienza renale dopo l’ingestione. La situazione non è stata riprodotta sperimentalmente, anche se gli estratti di uva passa hanno dimostrato di causare danni alle cellule renali dei cani in vitro.

La scoperta che uva, uva passa e ribes possono causare insufficienza renale nei cani è abbastanza recente., quello che non è chiaro è se si tratti di una nuova predisposizione nel cane oppure se la tossicità sia stata riconosciuta dopo la creazione di un database informatico sulle tossicità, circa 25 anni fa.

La comparsa di insufficienza renale anurica, ovvero con interruzione delle funzioni renali e della diuresi, in seguito ad ingestione di uve si è manifestata solo nei cani. Esistono delle segnalazioni non documentate di casi nei gatti e nei furetti.… Continua a leggere