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Anche gli animali donano il sangue

Anche gli animali donano il sangue

Nel corso della vita del cane possono verificarsi molte situazioni positive, che si spera essere moltissime, ma anche situazioni mediche che richiedono trasfusioni di sangue.

Possiamo pensare ad un’incidente con una grave emorragia, ma potrebbe anche trattarsi di un intervento chirurgico che richiede l’apporto di sangue per compensare la perdita subita, oppure malattie di diversa natura, dove l’unico modo per mantenere in vita il cane è una trasfusione, come ad esempio l’insorgere di una malattia autoimmune che attacca le componenti del sangue.

Nel rispetto di specifiche condizioni i cani possono essere donatori, prestando attenzione, le richieste di donatori sono frequenti e per certi versi il sangue del cane è più versatile di quello umano, il che non significa gestire con leggerezza il processo di donazione e trasfusione.

Il sangue del cane

Il sangue del cane è diverso da quello umano e dal 1910, con l’uso dei cani come modello per le ricerche nell’ambito della medicina trasfusionale, sono stati isolati otto sistemi (antigeni eritrocitari), assimilabili all’equivalente di otto gruppi sanguigni. La loro localizzazione è stata in buona parte determinata dalle distinte reazioni immunologiche nel corso delle trasfusioni, con reazioni che potevano essere immediate o ritardate nel tempo.

I gruppi sanguigni del cane hanno preso la denominazione di DEA (Dog Erythrocyte Antigen), di cui i gruppi 6 e 8 non sono stati isolati in modo sistematico a causa della mancanza di antisieri. Agli otto gruppi se ne è… Continua a leggere

Niente cioccolato per gli animali

Niente cioccolato per gli animali

Arrivano le feste e con loro aumenta la densità di dolci in giro per casa, fanno la loro comparsa ovunque, lasciati nei cestini e nelle ciotole su tavoli e tavolini, ovviamente in tutti i prodotti che ci circondano un elemento che la fa da padrone è il cioccolato.

Il cioccolato è considerato dall’uomo come il nettare degli dei, un portatore di gioia e serenità, grazie alla sua interazione con diversi ricettori, tuttavia per il cane e altri animali, anche il gatto, è altamente tossico e può facilmente essere mortale.

Sicuramente qualche ospite guarderà gli occhi dolci e tristi del nostro cane allungando la mano per porgere un pezzo di succulento dolce al cioccolato, nel mio caso l’ospite sarà messo alla porta per sempre.

Il cane risulta essere il soggetto più colpito da avvelenamento da cioccolato, questo a causa della sua tendenza ad assaggiare qualsiasi prodotto trovi alla portata della sua bocca, a differenza di altri animali che sono più selettivi nella loro dieta e meno “golosi”.

L’intossicazione (avvelenamento) da cioccolato può causare aritmie cardiache anche letali e disfunzioni del sistema nervoso centrale. L’avvelenamento si può verificare anche per l’assimilazione di sottoprodotti del cacao, come gli scarti dei semi di cacao.

Cosa rende tossico il cioccolato

Il cioccolato è ottenuto dai semi tostati del cacao (Theobroma Cacao) e i suoi principi tossici sono la teobromina e la caffeina, entrambi contribuiscono alla sua tossicità. La concentrazione di teobromina varia in… Continua a leggere

La camomilla e il cane

La camomilla e il cane

Mi sono imbattuto in un post, su un social, relativo ad un cane con problemi gastrici in cui il veterinario ha prescritto camomilla (Matricaria recutita) per via orale e una camminata.

La prescrizione ha suscitato diverso disappunto tra i commenti, il cane ha comunque ripreso il suo vigore, in ogni caso la situazione mi ha spinto ad approfondire la questione e cercare delle evidenze sull’uso della camomilla.

Alcune persone hanno vaghi ricordi sul fatto che non la si possa usare, in realtà la camomilla può essere usata sia per via orale che per impacchi, trattandosi di un prodotto con caratteristiche particolari è bene non improvvisare e adottarla dietro indicazione e dosaggio di un veterinario, che magari è anche omeopata e in casi particolari può proporre una profilassi di emergenza fatta di prodotti presenti in casa.

Nella mia ricerca tra studi veterinari e laboratori ecco cosa ho scoperto.

Il profumo della camomilla

Gli aromi rilasciati dalla bustina di camomilla sono qualcosa che inebria i sensi e ancora di più durante l’infusione, non ci sono parole per descrivere gli aromi della camomilla da infusione di produzione non industriale.

Spesso pensiamo alla camomilla come ad un prodotto da usare per dormire meglio, in realtà ha molti altri impieghi nella fitoterapia umana, tra i suoi usi quello di leggero sedativo o di antispasmodico per alleviare i crampi, questo è dovuto all’epigenina, che inibisce la produzione dei mediatori chimici dell’infiammazione, in modo simile all’aspirina.

Topo avvelenato

Topo avvelenato

È noto a tutti che il veleno per topi è pericoloso o letale per qualsiasi forma vivente, parliamo di un veleno, ovvero di un prodotto specificatamente creato per uccidere i roditori, tuttavia può uccidere anche i nostri amici cani e gatti.

Per quanto letale anche per i gatti, i cani lo ingeriscono con maggiore facilità, questo a causa del gusto particolarmente allettante per loro, anche una piccola quantità può essere sufficiente ad uccidere.

È pertanto inutile dire che è bene evitare che i cani entrino in contatto con il veleno per topi, direi in generale che è meglio che nessun animale ne entri in contatto, senza distinzioni.

Cerchiamo di capire di cosa si tratta, per farlo mi appoggio, come spesso accade, alla lettura anglofona.

Il veleno per topi

Le tipologie di veleno sono diverse e con diversi principi attivi, che ne variano anche la tossicità e gli effetti, ne consegue che anche i dosaggi utilizzati sono diversi e anche il modo e il tempo in cui l’avvelenamento si manifesta. L’elemento certo di questi prodotti è che non esiste un veleno per topi che sia sicuro per i cani.

Per attirare i roditori ha una componente a base di grano o zucchero, che purtroppo non attira solo i topi, ma anche altri animali, tra cui cani e gatti. Per complicare ulteriormente l’identificazione può essere di diverse forme e colori, che non caratterizzano il principio attivo, è puramente una questione di usabilità e design.

Per… Continua a leggere

Uva e cane sono un pessimo abbinamento

Uva e cane sono un pessimo abbinamento

Ci troviamo frequentemente ad avere crisi di ansia quando pensiamo che il nostro amico cane abbia ingerito dell’uva o dell’uva passa, la situazione è causata dal fatto che l’uva è associata all’insufficienza renale, infatti un numero sempre maggiore di cani che ingeriscono questi frutti incappano in gravi problemi renali o nel decesso.

È anche reale la situazione in cui alcuni cani mangiano uve in modo spudorato e non manifestano alcun sintomo.

In ogni caso, il numero di casi identificati di malattia o morte nei cani dopo aver mangiato uva o uva passa è in aumento.

Oggi vediamo cosa dicono nell’ambiente veterinario statunitense.

Non è noto perché molti cani la possano ingerire senza problemi, mentre altri sviluppano l’insufficienza renale dopo l’ingestione. La situazione non è stata riprodotta sperimentalmente, anche se gli estratti di uva passa hanno dimostrato di causare danni alle cellule renali dei cani in vitro.

La scoperta che uva, uva passa e ribes possono causare insufficienza renale nei cani è abbastanza recente., quello che non è chiaro è se si tratti di una nuova predisposizione nel cane oppure se la tossicità sia stata riconosciuta dopo la creazione di un database informatico sulle tossicità, circa 25 anni fa.

La comparsa di insufficienza renale anurica, ovvero con interruzione delle funzioni renali e della diuresi, in seguito ad ingestione di uve si è manifestata solo nei cani. Esistono delle segnalazioni non documentate di casi nei gatti e nei furetti.… Continua a leggere