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Forasacco (Foxtail) in azione

Forasacco (Foxtail) in azione

Le temperature aumentano e il ciclo della natura si ripete, dopo le processionarie ecco fare ritorno i forasacchi, definiti in generale Foxtail, ovvero delle spighe preposte alla diffusione dei semi, ve ne sono di diversi tipi, ma in tutti i casi abbiamo a che fare con una struttura assimilabile ad una spiga e adatta a distribuire in modo efficiente ed efficacie i semi.

Passeggiare nel prato in presenza di queste spighe può lasciare indifferenti, a parte il fatto che si attaccano talvolta ai vestiti o si infilano nei calzini, tuttavia se insieme a noi sta passeggiando anche un amico cane le cose cambiano e possono cambiare anche molto.

A partire dal periodo primaverile li si trova ovunque, nei prati e nelle strade, e la loro diffusione sempre maggiore è anche legata ad una errata gestione di queste piante da parte nostra, con un sempre maggior numero di cani interessati, dove questa spiga si può infilare in diverse parti del corpo causando dolore e anche conseguenze spiacevoli a lungo termine.

Contenuti

Tipico Foxtail, si noti la struttura di protezione del seme e la punta uncinata
Tipico Foxtail, si noti la struttura di protezione del seme e la punta uncinata
Foxtail a spiga, noto anche come forasacco, si frantuma in elementi più piccoli e contiene più semi
Foxtail a spiga, noto anche come forasacco, si frantuma in elementi più piccoli e contiene più semi

Velocità di penetrazione di un foxtail

Estrazione di un foxtail in endoscopia nasale

Cosa sono e a cosa servono queste spighe

 La funzione di queste particolari strutture e quella di scavare per permettere la fioritura dei semi contenuti all’interno, la loro forma… Continua a leggere

Processionaria del pino
Processionaria del pino
Nido della processionaria del pino
Nido della processionaria del pino
Trappola da tronco per la processionaria
Trappola da tronco per la processionaria

Il bruco della processionaria è così chiamato per la sua caratteristica di procedere l’uno accodato all’altro in una lunga processione, grazie ad una scia di feromoni depositata per permettere il ritorno al nido.

I bruchi vivono all’interno di sacche appese ai rami degli alberi di pino o di quercia, dove fanno ritorno dopo aver banchettato al suolo. La tipologia di albero “bersaglio” è anche legata alle aree geografiche.

Possiamo trovare la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) e la processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea).

Il loro numero e tempo di permanenza aumenta ogni anno grazie alle temperature sempre più favorevoli e in particolare agli inverni sempre più miti, infatti sotto i 10 gradi non sono attive e perdono di vitalità sopra i 20 gradi. In condizioni ideali la loro muta si completa nel mese di luglio, riducendone il numero.

I bruchi, che misurano 2-3 cm, marciano in lunghe processioni verso le cime degli alberi di notte e possono rovinare le querce mentre banchettano con le giovani foglie, in alternativa si nutrono anche degli aghi di pino al suolo.

Un bruco maturo ha fino a 700.000 peli, che possono essere diffusi dal vento, per subirne gli effetti è sufficiente entrare in contatto con la peluria al suolo o in sospensione nel vento, non è necessario entrare in contatto con il bruco.

La processionaria ha pochi predatori, anche gli uccelli la mangiano raramente a… Continua a leggere

Le feci possono dirci molto del cane

Le feci possono dirci molto del cane

Sicuramente non è un argomento da trattare durante i pasti, anche se devo dire che a noi capita spesso di parlare della struttura delle feci dei nostri cani mentre siamo seduti a tavola, si tratta di una funzione biologica che fa parte della vita di ogni essere vivente e relegarla in un angolo dicendo “che schifo” potrebbe non essere un bene.

È importante verificare il colore e la consistenza delle feci del proprio amico cane durante le uscite, non deve essere una gestione morbosa, tuttavia lasciare il cane libero e ignorare tutti i giorni le sue deiezioni porta al rischio di perdere i segnali di problemi metabolici.

L’azione della raccolta delle feci, per il loro smaltimento, è l’occasione migliore per compiere una valutazione, che non richiede un microscopio, ma un semplice colpo d’occhio, inoltre l’azione di raccolta permette di percepirne la consistenza e la friabilità.

Per quanto possa essere un argomento sgradevole, le feci del tuo amico cane possono fornire degli ottimi indizi sulla sua salute.

Il Dott. Jason Nicholas, veterinario di medicina generale e pronto soccorso, presidente e direttore sanitario di veterinaria preventiva, fornisce un facile approccio alle caratteristiche delle feci del cane e a come valutare un approfondimento veterinario (What Your Dog’s Poo Can Tell You About Their Health).

È importante considerare che una variazione di colore e/o consistenza non è da intendersi come segno certo di una malattia, anche se la… Continua a leggere

A passeggio con l'amico cane

A passeggio con l’amico cane

Non si tratta di una domanda semplice e credo di non essere pienamente qualificato per dare una risposta, tuttavia come essere senziente ho delle mie idee sviluppate vivendo con i cani e avendo seguito diversi percorsi formativi.

La mia riflessione nasce da un evento accaduto in questi giorni e che mi ha obbligato ad agire per mantenere in sicurezza il mio cane, un pastore tedesco fuggito, i passanti e me stesso.

Il tutto è legato al fatto che il pastore tedesco in questione è ancora giovane, di taglia medio-grande e poco gestibile, non per colpa sua, la sua indole è molto sottomessa e docile. L’animale è condotto da una brava persona, ma che per una serie di limitazioni fisiche, ha delle oggettive difficoltà nella sua gestione, tra cui la mancanza di forza.

Prima di descrivere i fatti dico subito una cosa importante, toglierei il cane a questa persona? No, non lo farei.

Il mio giovane amico cane

Cane selvatico africano

Cane selvatico africano

È importante aprire una parentesi sul cane che si trovava con me, si tratta di un meticcio costituito dalla somma di diversi incroci di meticci, infatti è un cane catturato in un bosco e sottratto alla madre in giovanissima età.

Il suo gruppo di origine non aveva contatti con l’uomo e per lui l’uomo è un qualcosa di non ben definito che cammina su due gambe invece che su quattro, dal quale è meglio stare alla larga. Nella sua indole di… Continua a leggere

Anche gli animali donano il sangue

Anche gli animali donano il sangue

Nel corso della vita del cane possono verificarsi molte situazioni positive, che si spera essere moltissime, ma anche situazioni mediche che richiedono trasfusioni di sangue.

Possiamo pensare ad un’incidente con una grave emorragia, ma potrebbe anche trattarsi di un intervento chirurgico che richiede l’apporto di sangue per compensare la perdita subita, oppure malattie di diversa natura, dove l’unico modo per mantenere in vita il cane è una trasfusione, come ad esempio l’insorgere di una malattia autoimmune che attacca le componenti del sangue.

Nel rispetto di specifiche condizioni i cani possono essere donatori, prestando attenzione, le richieste di donatori sono frequenti e per certi versi il sangue del cane è più versatile di quello umano, il che non significa gestire con leggerezza il processo di donazione e trasfusione.

Il sangue del cane

Il sangue del cane è diverso da quello umano e dal 1910, con l’uso dei cani come modello per le ricerche nell’ambito della medicina trasfusionale, sono stati isolati otto sistemi (antigeni eritrocitari), assimilabili all’equivalente di otto gruppi sanguigni. La loro localizzazione è stata in buona parte determinata dalle distinte reazioni immunologiche nel corso delle trasfusioni, con reazioni che potevano essere immediate o ritardate nel tempo.

I gruppi sanguigni del cane hanno preso la denominazione di DEA (Dog Erythrocyte Antigen), di cui i gruppi 6 e 8 non sono stati isolati in modo sistematico a causa della mancanza di antisieri. Agli otto gruppi se ne è… Continua a leggere