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La camomilla e il cane

La camomilla e il cane

Mi sono imbattuto in un post, su un social, relativo ad un cane con problemi gastrici in cui il veterinario ha prescritto camomilla (Matricaria recutita) per via orale e una camminata.

La prescrizione ha suscitato diverso disappunto tra i commenti, il cane ha comunque ripreso il suo vigore, in ogni caso la situazione mi ha spinto ad approfondire la questione e cercare delle evidenze sull’uso della camomilla.

Alcune persone hanno vaghi ricordi sul fatto che non la si possa usare, in realtà la camomilla può essere usata sia per via orale che per impacchi, trattandosi di un prodotto con caratteristiche particolari è bene non improvvisare e adottarla dietro indicazione e dosaggio di un veterinario, che magari è anche omeopata e in casi particolari può proporre una profilassi di emergenza fatta di prodotti presenti in casa.

Nella mia ricerca tra studi veterinari e laboratori ecco cosa ho scoperto.

Il profumo della camomilla

Gli aromi rilasciati dalla bustina di camomilla sono qualcosa che inebria i sensi e ancora di più durante l’infusione, non ci sono parole per descrivere gli aromi della camomilla da infusione di produzione non industriale.

Spesso pensiamo alla camomilla come ad un prodotto da usare per dormire meglio, in realtà ha molti altri impieghi nella fitoterapia umana, tra i suoi usi quello di leggero sedativo o di antispasmodico per alleviare i crampi, questo è dovuto all’epigenina, che inibisce la produzione dei mediatori chimici dell’infiammazione, in modo simile all’aspirina.

Topo avvelenato

Topo avvelenato

È noto a tutti che il veleno per topi è pericoloso o letale per qualsiasi forma vivente, parliamo di un veleno, ovvero di un prodotto specificatamente creato per uccidere i roditori, tuttavia può uccidere anche i nostri amici cani e gatti.

Per quanto letale anche per i gatti, i cani lo ingeriscono con maggiore facilità, questo a causa del gusto particolarmente allettante per loro, anche una piccola quantità può essere sufficiente ad uccidere.

È pertanto inutile dire che è bene evitare che i cani entrino in contatto con il veleno per topi, direi in generale che è meglio che nessun animale ne entri in contatto, senza distinzioni.

Cerchiamo di capire di cosa si tratta, per farlo mi appoggio, come spesso accade, alla lettura anglofona.

Il veleno per topi

Le tipologie di veleno sono diverse e con diversi principi attivi, che ne variano anche la tossicità e gli effetti, ne consegue che anche i dosaggi utilizzati sono diversi e anche il modo e il tempo in cui l’avvelenamento si manifesta. L’elemento certo di questi prodotti è che non esiste un veleno per topi che sia sicuro per i cani.

Per attirare i roditori ha una componente a base di grano o zucchero, che purtroppo non attira solo i topi, ma anche altri animali, tra cui cani e gatti. Per complicare ulteriormente l’identificazione può essere di diverse forme e colori, che non caratterizzano il principio attivo, è puramente una questione di usabilità e design.

Per… Continua a leggere

Parco Naturale Regionale Monti Simbruini

Parco Naturale Regionale Monti Simbruini

È risaputo che il movimento fisico è fonte di benefici per l’organismo, oltre a mantenere allenata la muscolatura contribuisce in modo importante a conservare il sistema cardio circolatorio, a mantenere efficiente il sistema respiratorio, a stabilizzare il peso e un’altra molteplicità di fattori correlati.

Camminare da soli aiuta il corpo, camminare in compagnia, con persone divertenti e con cui si sviluppano discorsi in modo naturale è anche un beneficio per la mente, aiuta a lasciarsi dietro diverse problematiche e a ripartire con i livelli di stress e nervosismo decisamente ribassati.

Il fare attività in gruppo, con una formulazione variabile, permette di conoscere nuovi soggetti, che possono diventare amici, ed in ogni caso nuovi individui portano nuovi argomenti di conversazione, evitando di cadere in situazioni monotone. Quasi sempre i temi di conversazione si concentrano sui cani, ecco il perché del rilassamento.

Tutto questo non vale solo per gli umani, vale anche per gli amici cani, anche per loro vivere esperienze con i loro simili e con altri umani ha effetti positivi, unitamente al tenere in allenamento i loro sensi ed il loro fisico.

Come ho scoperto il dog trekking

Parco Naturale Regionale Monti Simbruini

Parco Naturale Regionale Monti Simbruini

In realtà ho sempre sentito parlare e visto fotografie di attività di dog walking e dog trekking, ma è sempre mancata la scintilla per andare più in profondità nella questione.

Le dinamiche delle attività portano ad incrociare i propri sentieri con quelli di altre persone,… Continua a leggere

Uva e cane sono un pessimo abbinamento

Uva e cane sono un pessimo abbinamento

Ci troviamo frequentemente ad avere crisi di ansia quando pensiamo che il nostro amico cane abbia ingerito dell’uva o dell’uva passa, la situazione è causata dal fatto che l’uva è associata all’insufficienza renale, infatti un numero sempre maggiore di cani che ingeriscono questi frutti incappano in gravi problemi renali o nel decesso.

È anche reale la situazione in cui alcuni cani mangiano uve in modo spudorato e non manifestano alcun sintomo.

In ogni caso, il numero di casi identificati di malattia o morte nei cani dopo aver mangiato uva o uva passa è in aumento.

Oggi vediamo cosa dicono nell’ambiente veterinario statunitense.

Non è noto perché molti cani la possano ingerire senza problemi, mentre altri sviluppano l’insufficienza renale dopo l’ingestione. La situazione non è stata riprodotta sperimentalmente, anche se gli estratti di uva passa hanno dimostrato di causare danni alle cellule renali dei cani in vitro.

La scoperta che uva, uva passa e ribes possono causare insufficienza renale nei cani è abbastanza recente., quello che non è chiaro è se si tratti di una nuova predisposizione nel cane oppure se la tossicità sia stata riconosciuta dopo la creazione di un database informatico sulle tossicità, circa 25 anni fa.

La comparsa di insufficienza renale anurica, ovvero con interruzione delle funzioni renali e della diuresi, in seguito ad ingestione di uve si è manifestata solo nei cani. Esistono delle segnalazioni non documentate di casi nei gatti e nei furetti.… Continua a leggere

Dieta e cardiomiopatia dilatativa

Dieta e cardiomiopatia dilatativa

A giugno del 2018 la FDA statunitense (Food and Drug Administration) ha lanciato un allarme sull’aumento del numero di casi di cardiomiopatia dilatativa nei cani, causata dalla carenza di taurina nell’alimentazione, in seguito a questa situazione ha portato l’attenzione sui cibi per cani, che sembrano favorire questa deficienza cardiaca.

I marchi e tipologie evidenziate coprono il territorio statunitense, non è chiaro se in ambito europeo non sussista la situazione, a causa di una maggiore attenzione nella cura dell’alimentazione cinofila, o non siano state svolte delle indagini statistiche di correlazione tra la malattia e l’alimentazione.

Andremo a vedere cosa FDA sta evidenziando nelle sue valutazioni e di conseguenza come possiamo migliorare l’alimentazione che forniamo ai nostri amici cani, sempre in un’ottica di analisi statunitense.

Le situazioni esplorate non costituiscono ancora una prova certa che questa malattia cardiaca sia innescata da problematiche di alimentazione, quindi è bene non dare il via ad una caccia alle streghe, in ogni caso aver cura della dieta del nostro amico cane è una cosa importante e se si è in difficoltà è possibile ricorrere a nutrizionisti specializzati per avere le opportune indicazioni, in particolari con soggetti che presentano problematiche di salute.

Cosa è la cardiomiopatia dilatativa

Si tratta di una patologia degenerativa del cuore, che ne causa la dilatazione e la grave incapacità di contrarsi, riducendo la sua capacità di pompare il sangue attraverso il corpo.

Colpisce tipicamente i cani anziani di grossa taglia e può… Continua a leggere