Cinofilia
Disinfettare il cane – alcool (no grazie)
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In questo periodo è sempre più frequente sentire il consiglio di disinfettare il cane quando si torna dalla passeggiata, in particolare le zampe.
Ma come possiamo disinfettare il cane?
Prima di tutto bisogna valutare la trasmissibilità virale, dove allo stato attuale è importante detergere le superfici con prodotti a base di alcool o candeggina, e lavare frequentemente le mani, soprattutto dopo le uscite e specifiche attività. L’igiene personale dovrebbe essere sempre un punto fondamentale.
I riscontri attuali indicano anche che la contaminazione attraverso oggetti è comunque bassissima, quasi inesistente, è chiaro che se utilizziamo il telefono di una persona contaminata che ci ha starnutito sopra, il rischio è alto.
Torniamo al cane, ma a questo punto anche al gatto, che spesso esce di casa per poi tornare e di cui in questo frangente non si parla, il gatto è sempre al di fuori di ogni discorso, ma se parliamo di igienizzare il cane dobbiamo fare una riflessione anche per il gatto.
I prodotti usati con leggerezza
Uno dei prodotti consigliati per questa operazione è l’alcool, teniamo presente che esistono diversi tipi di alcool, da quello alimentare a quello denaturato, anche una buona grappa veneta è una riserva di alcool notevole.
Nello specifico però troviamo due tipi di alcool usati per le azioni di pulizia e igienizzazione, ovvero l’alcool denaturato e l’alcool isopropilico.
I due prodotti hanno delle differenze di struttura chimica,… Continua a leggere→
Vivere la quarantena con i cani

Il cane e la quarantena
La situazione che stiamo vivendo ha indubbiamente un impatto anche sui nostri amici a quattro zampe, in particolari i cani, i gatti sono decisamente più autonomi nella gestione della loro esistenza ed in particolare non devono essere accompagnati per espletare le loro esigenze fisiologiche.
Ogni cane ha delle sue dinamiche di comportamento e delle proprie esigenze e necessità, derivanti in buona parte dalle abitudini consolidate nel corso degli anni, abbiamo quindi cani che vorrebbero trascorrere ogni minuto all’aperto o a giocare e altri che invece passerebbero tutto il loro tempo sdraiati sulla cuccia o sul divano a dormicchiare, tra questi troviamo un’infinita gamma di variazioni.
Le variazioni, oltre ad essere individuali, sono anche rapportate alle differenze etologiche proprie delle diverse razze e delle diverse linee di sangue all’interno delle razze, il discoro vale anche per i meticci, ancora più complessi da definire non avendo una razza propria, ma essendo il mix derivante da più razze con le loro caratteristiche.
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Cosa succede con il nostro isolamento?
La prima risposta è sicuramente che stando a casa possiamo passare più tempo con i nostri amici, è di fatto una verità, che non si applica con i miei cani, io sono sempre con loro lavorando da sempre in teleassistenza con i miei clienti.
Lo stare ora a casa con i nostri amici per più ore è comunque un cambio delle abitudini, i cani sono molto abitudinari, in particolare se fanno vita… Continua a leggere→
La primavera bussa alle porte e con lei tornano a fiorire i forasacchi
Le temperature aumentano e il ciclo della natura si ripete, dopo le processionarie ecco fare ritorno i forasacchi, definiti in generale Foxtail, ovvero delle spighe preposte alla diffusione dei semi, ve ne sono di diversi tipi, ma in tutti i casi abbiamo a che fare con una struttura assimilabile ad una spiga e adatta a distribuire in modo efficiente ed efficacie i semi.
Passeggiare nel prato in presenza di queste spighe può lasciare indifferenti, a parte il fatto che si attaccano talvolta ai vestiti o si infilano nei calzini, tuttavia se insieme a noi sta passeggiando anche un amico cane le cose cambiano e possono cambiare anche molto.
A partire dal periodo primaverile li si trova ovunque, nei prati e nelle strade, e la loro diffusione sempre maggiore è anche legata ad una errata gestione di queste piante da parte nostra, con un sempre maggior numero di cani interessati, dove questa spiga si può infilare in diverse parti del corpo causando dolore e anche conseguenze spiacevoli a lungo termine.
Cosa sono e a cosa servono queste spighe
La funzione di queste particolari strutture e quella di scavare per permettere la fioritura dei semi contenuti all’interno, la loro forma… Continua a leggere→
La processionaria è sempre più presente ed estremamente pericolosa
Il bruco della processionaria è così chiamato per la sua caratteristica di procedere l’uno accodato all’altro in una lunga processione, grazie ad una scia di feromoni depositata per permettere il ritorno al nido.
I bruchi vivono all’interno di sacche appese ai rami degli alberi di pino o di quercia, dove fanno ritorno dopo aver banchettato al suolo. La tipologia di albero “bersaglio” è anche legata alle aree geografiche.
Possiamo trovare la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) e la processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea).
Il loro numero e tempo di permanenza aumenta ogni anno grazie alle temperature sempre più favorevoli e in particolare agli inverni sempre più miti, infatti sotto i 10 gradi non sono attive e perdono di vitalità sopra i 20 gradi. In condizioni ideali la loro muta si completa nel mese di luglio, riducendone il numero.
I bruchi, che misurano 2-3 cm, marciano in lunghe processioni verso le cime degli alberi di notte e possono rovinare le querce mentre banchettano con le giovani foglie, in alternativa si nutrono anche degli aghi di pino al suolo.
Un bruco maturo ha fino a 700.000 peli, che possono essere diffusi dal vento, per subirne gli effetti è sufficiente entrare in contatto con la peluria al suolo o in sospensione nel vento, non è necessario entrare in contatto con il bruco.
La processionaria ha pochi predatori, anche gli uccelli la mangiano raramente a… Continua a leggere→
Il viaggio del pasto del cane

La digestione del cane
Diverse barriere psicologiche ci spingono a non pensare a cosa accade al cibo che ingeriamo dal momento in cui entra nella nostra bocca al fatidico attimo in cui abbandona il nostro corpo dalla parte opposta.
Il cibo, nelle sue diverse forme, ci fornisce sostentamento e consente al nostro corpo di svolgere le sue funzioni ogni minuto della nostra vita. Quando ingeriamo una mela, dal lato opposto non otteniamo una mela, ma una massa non identificata e privata delle sostanze assorbite dal nostro corpo, in sostanza espelliamo i residui non trasformabili in qualcosa di utile, unitamente a qualche spreco.
Questa trasformazione si verifica in ogni animale e di conseguenza è un evento, non occasionale, che coinvolge anche gli amici cani.
In quanti abbiamo pensato a cosa succede al contenuto della ciotola mentre la riempiamo e consegniamo all’amico cane?
Qualche tempo fa (2016) si sono posti la domanda gli autori di Dogster (Social), vediamo quindi come si svolge il viaggio della pappa dell’amico cane.
Ovviamente il viaggio inizia dalla bocca, dove uno scivolo chiamato esofago lo porta nello stomaco, arrivati a questo punto potremmo iniziare a pensare cosa c’è dopo, dopo troviamo l’intestino tenue (o piccolo) e a seguire l’intestino crasso (o grande), viaggio finito!
Sembra così facile, in realtà la digestione è molto più complessa e coinvolge numerosi organi e prodotti chimici organici prima di trasformare il pasto in scorie da raccogliere con il sacchettino.
L’apparato digerente

L’apparato digerente del… Continua a leggere→
